Sulle strade italiane è sempre guerra!
Sono 3000 le persone che muoiono sulle strade italiane ogni anno, 200.000 i feriti!
A distanza di circa un anno dall’entrata in vigore del nuovo Codice della Strada, anche se sono in calo, rispetto all’anno passato le vittime causate da incidenti stradali, sono invece aumentate quelle sulle autostrade.
Domenica 16 novembre in occasione della Giornata Mondiale in ricordo delle Vittime sulla Strada, le associazioni e i familiari delle vittime sulla strada si sono riunite a Roma in un presidio di commemorazione e protesta in via Cristoforo Colombo. Da sempre questa una strada con troppe croci.
Il presidio oltre commemorare le vittime romane, ha sollecitato un forte cambio di rotta politico e culturale, perché è sempre più necessario ridurre la velocità e mettere al centro la sicurezza e la vita.

Secondo le stime Aci-Istat, nei primi sei mesi del 2025 si sono verificati 82.344 incidenti con lesioni a persone (-1,3% rispetto allo stesso periodo del 2024), con 111.090 feriti (-1,2%) e 1.310 decessi (-6,8%). In media, ogni giorno si sono contati 455 incidenti, 614 feriti e oltre 7 vittime, pari a quasi 19 incidenti e quasi 26 feriti ogni ora, una vittima ogni tre ore e mezza.
Le vittime aumentano invece sulle autostrade (+4,4%).

Quante persone in più si sarebbero potute salvare se la riforma del Codice della Strada e i decreti MIT non avessero osteggiato tanti strumenti di prevenzione salvavita come autovelox e città30, che in altri Paesi stanno velocemente riducendo le vittime? Purtroppo siamo ancora lontani dal target atteso di riduzione del 50% delle vittime dal 2019 al 2030, che è parte del nostro Piano Nazionale Sicurezza Stradale, che purtroppo è ancora senza fondi attuativi. Di fronte a questi numeri nazionali, nessuno può sentirsi sollevato da responsabilità, né la politica, né la società civile.
Come una guerra che miete vittime responsabili e collaterali deve esser osteggiata con un’azione dissuasiva che produca rapidamente la riduzione della velocità sulle strade.
