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È arrivato con le elezioni: Zorro in “newyork”

È arrivato con le elezioni: Zorro in “newyork” e il sergente Garcia in “america” non l’ha presa bene!

Eh l‘“ammerica” nazione che produce grandi cose, e cose come i Trump personaggi fumettistici che fanno assonanza con i murali “tromps”, ed i Mandami Zorro (in arte Zohran Mamdami) mussulmano attenuato. Vociferanti entrambi (troppo): uno che vuole vincere il premio Nobel per la Pace e propedeuticamente cambia nome al Ministero della Difesa in Ministero della Guerra e che alterna il parlare al grrr… grr dell’orso di roosveltiana memoria, e l’altro a perenne risata progressista (ricorda quella di Kamala Harris ma quella era palesemente falsa, questa pare). L’uno eletto con i maggior voti, a sorpresa, di hispano, arabici, neri regolari, che non vogliono più che altri immigrati entrino negli States ad abbassare con bassa offerta lavorativa il loro “range” di vita, e che deporta chiunque non abbia il sederino a stelle e strisce. L‘altro eletto nella ZTL americana dal 30% dei bianchi progressisti, da un 20% di immigrati equiparati come il padre professore e la madre regista,e dall’altro 50% da un crogiolo di razze (o etnie più correttamente) che vogliono dominare e a cui il Zorro dei deboli ha promesso: mezzi di trasporto, cure e quant’altro gratuiti, e, si mormora, la vista a coloro i quali l’hanno persa.
A Roma (i fatti italici parrebbero confermarlo) da “populisti” una volta al “comanno” si vira verso “popolari” e si diventa dopo purtroppo “pappolari” (e non rivelo il significato del termine agli “stranieri”, che è cosa nostra).
Ed è per ciò che al tafano stanno sul pungiglione tutti e due! zzz…zzh…zzz…

Consiglio: Sui fatti reali e ad onta delle esplosioni di gioia di propal, verdi e rossi assimilati leggersi, per stemperarsi, il mirabile articolo di Stefano Rizzo sul sito TreccaniOO: “New York non è gli Stati Uniti”.

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