Il Tafano In primo piano 

Lo stato italiano molto forte con i deboli che vivono nei boschi, meno con quelli che spadroneggiano nelle strade o nei campi nomadi

Dunque… lo Stato forte, nelle sue diramazioni: giudici, assistenti sociali e carabinieri da una parte, e un uomo, una donna e tre bambini figli dall’altra. Il luogo è un bosco di proprietà delle persone soccombenti. Il casus: queste persone vivono nella loro quiete agreste nella natura in pace con se stessi e con il ritmo naturale del mondo, ma con dei minori avulsi dalla società e dalla socialità e ciò non è giusto!

Devono essere obtorto collo reintegrati nella società (intima la valente presidente del Tribunale dei minori dell’Aquila), nei palazzoni o tuguri che siano della periferia in quei sottoscale dell’umanità civile dove non si formano medici, avvocati, giudici o professoroni, ma “assocializzati” maranza, coatti, balordi da due soldi perennemente alla ricerca della rissa e qualcuno da accoltellare o affiliati delinquenti di calibro, minori o meno, di organizzazioni che comunque forti e imponenti le loro leggi se ne infischiano di giudici e forze dell’ordine.
Anche lì poi c’è il verde e la pace: nei camposanti o per essere ottimisti nei parchi, dove ci si può drogare in santa pace in mezzo a cespugli ed anfratti reconditi dove gli “assistenti sociali” farebbero difficoltà ad entrare, anche se coadiuvati dai carabinieri.

Poi ci sono i campi nomadi: salubri oasi di benessere e legalità soprattutto, e questo si sa, dove vivono i minori liberi da vincoli e a contatto con la naturalità dei liquami del cielo o delle esigenze corporali, in baracche o roulotte a seconda dello status, tra rottami di mobili, auto e immondizie varie e un’educazione di base socializzata al borseggio e alla sottrazione di beni altrui.
E lì sono forti, dacché carabinieri e polizia e “assistenti sociali” non vanno (ci tengono alla salute). I giudici lì non dispongono alcunché non per paura (che dimorano in caldi uffici e al massimo aprono la finestra) ma perché ne riconoscono la “loro tradizionale socialità” e perché le forze indicate – nei loro comandi – non aderirebbero di certo con l’eseguibilità!

Come mai? Perché? La gente se lo chiede e il vecchio tafano punge e rammenta il sottotitolo in cui impera, democraticamente si intende, lo Stato italiano: forte sempre (con le leggi) verso i deboli, pavido sempre (con la ragione della paura) verso i forti! Questo non lo dice neanche il venerando e venerabile presidente Mattarella né a reti unificate e neanche “pour parler” in riunioni di amici, come fa qualche suo consigliere e neanche le “bruzzolone” (che sono quelle signore perennemente invitate, chissà perché, nei salotti televisivi… parlano… parlano e incredibilmente sempre, per non dire nulla)… Shzssz… ssshhhz…

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