Interviste Politica 

Riccardo Varone, sindaco pragmatico e moderno innovatore sociale

“Un Sindaco” con un piede nel passato e lo sguardo dritto e aperto nel futuro (P. Bertoli A muso duro)

Ci conosciamo da tanto tempo, da quando eri ragazzo di sezione nel tuo partito (PD), quindi saltiamo i preamboli, le formalità ed i “lei” ma ciò non ti eviterà certo le domande fastidiose. Che volevi fare da grande tu? L’astronauta, il calciatore o il politico?
No, sicuramente non l’astronauta. Giocavo a calcio ma in maniera, insomma per divertirmi, però ho sempre avuto una passione per la politica questo sì.
Lo ricordo spesso, ho iniziato l’attività diciamo politica a supporto della collettività dentro la scuola che frequentavo (Liceo Peano di Monterotondo). Sono stato tanti anni rappresentante di classe e quattro anni rappresentante d’istituto e per me è stato l’esordio: una bella palestra di impegno sociale abbinata alla frequentazione della sezione del locale Partito Democratico di Sinistra e dell’allora gruppo – giornale della sinistra giovanile. Quelli sono stati gli anni che mi hanno, diciamo, caratterizzato e fatto avere la passione per la politica e quindi il mio inizio.
E dopo anni e viste le tue fatiche e rinunce e la tua dedizione agli altri, non ti sei pentito della tua primaria scelta?
No, ho iniziato questa esperienza nel 2009, avevo 23 anni e devo dire da subito, un po’ per il risultato elettorale avuto nelle liste comunali: quarto degli eletti nella lista del Partito Democratico, dal quale ho capito che quell’impegno era stato recepito, e dai miei sodali, e soprattutto dai miei concittadini. Da li un crescendo positivo con l’incarico del ruolo di assessore, che mi ha permesso di conoscere le realtà specifiche ed i bisogni della città amministrata.
Nel 2014, al rinnovo del Consiglio Comunale fui il primo degli eletti di tutta Monterotondo, credo a dimostrazione che quella mia passione e il lavoro svolto erano stati riconosciuti dai cittadini che continuarono a sostenermi anche nel 2019 con la mia prima elezione a sindaco.
Appunto, che hai fatto fino ad ora di innovativo, nel primo e in questo mandato?
Beh, il primo mandato è stato caratterizzato fortemente dagli eventi: io ero sindaco da sei mesi e mezzo, compresi circa due mesi di vacanze estive e poi un mese circa di pausa natalizia, quindi sindaco da pochissimo, e c’è stato il morbo del Covid che ha condizionato enormemente il mandato. Nello stesso tempo però, è stato quello stesso Covid che, credo, mi ha fatto percepire ai cittadini e alle cittadine di Monterotondo come la loro guida amministrativa e non solo, perché hanno continuato a sostenermi nelle scelte e a prendermi come riferimento anche nell’“interrapportarmi” con gli altri vicini comuni.
Gestire a modo quell’emergenza ha fatto capire ai cittadini di Monterotondo che c’era un sindaco loro vicino che stava lavorando seriamente, e quindi quel mandato è stato caratterizzato sicuramente da tanta difficoltà, però anche da una capacità di programmare e di guardare alla crescita cittadina. Nel 2022, quindi subito dopo il Covid, ci sono stati assegnati oltre 30 milioni di euro che poi sono diventati 38 entro la fine del 2024, caratterizzandoci come una delle amministrazioni che ha preso più fondi in provincia di Roma sfruttando il PNRR e le possibilità date per far ripartire l’economia, con tanti cantieri aperti impostati per essere completati nel giugno 2026. Tanta programmazione, ma anche tante opere, frutto anche di ulteriori mutui comunali, e mantenendo gli impegni presi con i cittadini in campagna elettorale, partiti dal mio primo mandato e che si stanno completando nel secondo.
Negli ultimi due mesi abbiamo già avuto due inaugurazioni: di un parcheggio pubblico e di un asilo nido. Inaugureremo entro fine anno (2025) e tra gennaio il nuovo Centro servizi all’Impresa in zona industriale, la sede della Guardia di Finanza (nell’ex ASL, Porta S. Rocco), e l’inaugurazione del nuovo Pronto Soccorso dell’ospedale di Monterotondo. Tutte attività che avevamo impostato negli anni precedenti e che abbiamo portato a compimento in questi mesi.


Allora ti rammento cosa ha detto l’opposizione, con le interviste ai loro variegati referenti in un corposo articolo (del nostro primo numero di Marzo 2025). Che dice l’opposizione della tua coalizione? Dice una cosa e quasi unanime, che da una parte conferma ciò che ci hai resocontato: bravi amministratori (di condominio) legati alle necessità e spese correnti, ma senza alcuna programmazione futura.
Il tuo vicesindaco “Giggi” Cavalli che nel nostro numero-inserto delle elezioni locali del Giugno 2025 ha ribadito di dichiararsi felice che l’opposizione vi abbia riconosciuto la validità di amministratori, in una città di quasi 50 mila abitanti con strutture (scuole superiori ed ospedale) a disposizione e fruizione di tutti i comuni vicinali e non, e con tutte le situazioni di viabilità e funzionamento a carico. Anche l’assessore all’Urbanistica e Ambiente, il tuo vice verde Cavalli, si è poi pencolato naturalmente su alberi, parchi e giardini e loro sviluppo in città.
La domanda: ma quanto c’è di vostro e di volontà vera di sviluppo armonico in una città che permettimi (ve lo scrivevo già vent’anni fa in “Monterotondo oggi”) era stata “dedicata” al cemento: cemento come forza di sviluppo e vivificatrice in una città povera di strutture e “medievale” (il pensiero dei sindaci DS di allora); e quanto dei soldi “a pioggia” del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) ora?
Una bella domanda stimolante a cui rispondo con i fatti, nel senso che già tra il primo e il secondo mandato si ha la possibilità di vedere come alcuni interventi che poi abbiamo realizzato, ad esempio, nella parte alta di Monterotondo (riqualificazione di tre parchi cittadini) sono stati replicati o saranno replicati e realizzati nei prossimi mesi a Monterotondo Scalo e ciò con una programmazione anteriore al PNRR e considerata con una serie di impegni e mutui di esborso dalle casse comunali. Il piano nazionale che è “benintervenuto” ci consentirà di dare ulteriori perfezionamenti alla nostra progettazione cittadina. Questa è una visione amministrativa e politica fatta a tavolino, di una città che punta a riqualificare gli alloggi popolari, abbinare le aree verdi per i bambini, per gli anziani di tutti i parchi di Monterotondo e senza trascurare la viabilità ed i parcheggi.
Un altro grande investimento che abbiamo fatto, ad esempio, è su quattro istituti comprensivi di Monterotondo, tre li abbiamo adeguati sismicamente quando in Italia c’è una media bassissima, e anche nel Lazio, di edifici pubblici riqualificati in tal senso. Quindi, sicuramente non è frutto del caso o della fortuna. I bandi si vincono se rispettano gli indirizzi che sono scritti e vincolati, ma anche quando hanno dietro una capacità politica di pensare e di far crescere una città su determinati aspetti e valori, che poi sono stati quelli che ci hanno permesso di ottenerli.
Il ruolo dell’opposizione e di ciò che dice lo ritengo plausibilissimo e al di là del rispetto istituzionale, anche per alcuni dialoghi e concordanze che poi si verificano in Consiglio Comunale, come giusto che sia, perché poi anche l’opposizione ovviamente rappresenta la voce dei cittadini e le loro istanze . Io credo che se a Monterotondo c’è questa continuità importante della coalizione di centrosinistra, è dovuta alla capacità, di individuare antitempo la classe dirigente e quindi di non improvvisarla ad ogni elezione, e puntare così a far crescere nuovi amministratori nel corso degli anni che possano dare un proseguo al modello e sviluppo sociale voluto. Io credo che la differenza maggiore tra il centrodestra e il centrosinistra sia questo, e cioè che il centrosinistra ha nel suo animo un’idea chiara dell’amministrare e fatta magari appunto con una programmazione non frettolosa, lenta e a volte non primariamente percepibile e frammentaria, per poi composta come in un “puzzle” vederla improvvisamente completata e pratica!
Quindi il non improvvisare candidature elettorali, e formare negli anni con fatiche e disguidi, persone politiche, una classe dirigente (ed io ne sono un risultato) che abbia le sempre nuove capacità necessarie e che alfine venga recepita come portatrice, in una continuità, di benessere e stabilità da parte dei cittadini che conseguentemente ti premiamo nelle urne.


Non hai parlato specificatamente di una cosa, che mi pare fumosa, io non l’ho capita ma siamo in tanti a non averla capita: parcheggi, non si capisce niente di questi parcheggi, quelli che dovete fare, quelli che farete, quelli che avete fatto, e a parte di quelli fatti con strisce e mani di vernice nelle strade e restringendole, ove non v’erano.
Sì, il tema dei parcheggi diciamo è il 10 per cento, il 20 per cento del progetto di rivisitazione della mobilità a Monterotondo. Attualmente diciamo con un grande clamore sulle nuove strisce blu che di fatto però, numeri alla mano, nero su bianco, hanno aumentato i posteggi di neanche 100 unità rispetto ai parcheggi che gestiva l’APM (azienda pluriservizi pubblica di Monterotondo) dal 2011 al 2023. Il progetto dei parcheggi e della mobilità è un progetto che avrà una durata ventennale, e siamo a malapena al secondo anno, e che prevederà diciamo a partire dal prossimo anno l’inizio di realizzazione di un parcheggio interrato al centro di Monterotondo (Piazza della Libertà o “delle erbe” di memoria) che ridarà alla cittadinanza non solo un parcheggio di circa 165-170 posti, ma di fatto la piazza più grande di Monterotondo, che attualmente se ci pensiamo bene non è dotata di uno spazio analogo, se non piazza Duomo che è funzionale e costruita appunto per l’edificio sacro e svolge da collegante con il centro storico e che verrà qualificata in tal senso, unitamente a “nuove strisce blu orarie”.
Questo consentirà, abbinato anche a una rimodulazione, magari a un miglioramento dei servizi pubblici locali, anche di concepire una città moderna che con un miglioramento dell’uso dei trasporti pubblici o di mezzi alternativi, faccia capire che la macchina in centro città non è l’unico mezzo di spostamento, e attraverso la rotazione dei parcheggi potrà dare una maggiore fluibilità ai cittadini. È un percorso lungo, ma è un percorso che ormai stanno sperimentando tutte le città in Italia. Tra l’altro noi ad oggi abbiamo una delle tariffe ancora più basse dei comuni limitrofi: 50 centesimi l’ora, negli altri da 1,50 ai 2,50 euro.
Ed il decoro? Sui social continuano sempre le solite foto: sporcizia ovunque.
Nel decoro si migliora sempre. La nostra azienda pluriservizi (Apm) ha continui problemi di personale, a volte di anzianità a volte di malattia e fatica purtroppo a svolgere il ruolo se non viene aiutata dai cittadini stessi, con comportamenti oculati e rispettosi della propria città come fosse il proprio giardino o la propria abitazione. Si assiste infatti e a poche ore dalla pulizia effettuata subitanee lordure, dovute al “menefreghismo” e “all’inciviltà” del gettare rifiuti, più o meno consistenti nelle pubbliche strade e piazze (dalle cicche, alle carte, ai residui alimentari e alle “gomme” masticate e per non parlare di quei bravi cittadini che postano foto e che viceversa non raccolgono le deiezioni dei loro compagni animali – n.d.r.). In ottobre ca. abbiamo acquistato due nuovi efficenti spazzatrici e stiamo rinnovando i contratti di servizio come anche indicatoci dall’opposizione in consiglio comunale.
E per le masnade della “movida” nel centro storico, con tutti quei locali “da consumazioni” che avete voluto, come è la situazione? Con gli abitanti che si lamentano dalla mattina alla sera e che non riescono a riposare soprattutto i weekend estivi.
Su questo posso dire che attualmente non è così, nel senso che negli anni passati abbiamo avuto il problema della gestione del centro storico e della movida o malamovida, che è stato davvero difficile da controllare. Ora un po’ per l’aiuto dei commercianti e, va riconosciuto, un po’ per l’aiuto anche dei cittadini del centro storico che su alcuni temi ci hanno sollecitato e sono stati disponibili al dialogo ed alle proposte, e vuoi anche per uno spostamento dei giovani che adesso frequentano sia il centro storico e anche altri luoghi limitrofi e altre cittadine, poiché il problema vero era dato da centinaia di comitive che si intrattenevano nell’accogliente Monterotondo per non andare a Roma. Questo ci faceva piacere, ma male armonizzava con i conseguenti schiamazzi liti e quant’altro si portavano dietro. Oggi con i correttivi detti e una sinergia tra le forze dell’ordine e l’amministrazione, il problema è stato ridimensionato e riportato su canoni di accettabile vivibilità e decoro per tutti, residenti e non.
Quali sono le preoccupazioni di Riccardo Varone?
Le preoccupazioni sono quelle di un sindaco alle prese con i problemi e con le norme quotidiane e volendo dare più risposte possibili alle persone e ai bisogni dei cittadini. Abbiamo approvato un bilancio in giunta qualche giorno fa, che comunque risponde ai criteri dei cittadini in maniera importante, non certo al 100 per cento ma sicuramente in un’altissima percentuale e alle prese con i vistosi tagli agli enti locali, che quale vice Presidente Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani) vi posso confermare: 260 milioni nel solo 2026 e che arriveranno a 2 miliardi nel 2029! Questi sono i tagli che la manovra di bilancio, con i pareri negativi di tutti i comuni italiani, opererà a discapito dei servizi degli enti locali. Quindi le mie preoccupazioni sono su questo, di garantire comunque e dare una risposta ai cittadini anche con poche risorse.
E per la comunicazione: fate qui, fate là, ma mi pare non vi preoccupiate di informarne la vostra popolazione.
Beh in parte il nuovo modo di comunicare sui social ha destabilizzato anche le amministrazioni che vi si sono adeguate, con un colloquio continuo tra messaggi e chat, ma che però dovrebbero essere e ancora attente alle vecchie forme di comunicazione, tra gli anziani e-o coloro che tali mezzi non utilizzano: dal volantino, al passaparola al giornale cartaceo come il vostro (che è anche online – n.d.r.) che comunque è altamente attento e informativo.
Ed inoltre il conforto cartaceo di ciò che si è detto e fatto rimane indelebile e non soggetto a cancellazioni di sorta no? E anche se vogliamo, rimane un presidio di riflessione elaborazione e studio non scorrevole ed effimero e consultabile quando si voglia.
Certo!
Bene possiamo chiudere. Sei disposto nell’anno che verrà ad una Tribuna-video del nostro giornale, con altri tuoi colleghi sindaci, per confrontarvi ad esempio su un certo piano “adombrato” dal tuo “funambolico” collega Riccardo Travaglini di Castelnuovo di Porto: ovvero la paventata creazione del Centro logistico più grande d’Italia tra il suo comune, Fiano Romano e Monterotondo?
Ritenetemi partecipe senz’altro.
Grazie per la tua piena disponibilità, come sempre.
Grazie a voi per avermi dato la possibilità di esternare il mio, e della mia giunta tutta, impegno per la nostra città.

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