Il sindaco neo eletto Davide Santonastaso di Fiano Romano

Fiano Romano è una cittadina della nostra provincia, con una popolazione di 16.869 abitanti, localizzata sulla via Tiberina a soli 25 km alla capitale, è situata sulla riva destra del Tevere dove si distende su un ampio territorio di 41,19 kmq. Ha avuto un lento e costante incremento democratico fino alla fine del XX secolo per poi passare ad un raddoppio di popolazione nel primo decennio del XXI secolo e infine ha superato i 16.000 abitanti proprio agli inizi dell’anno passato. Con una popolazione con un’età media che non supera i 42,1 anni è sicuramente il paese più giovane della provincia romana e forse quello che ha scommesso di più sull’offerta residenziale per le giovani generazioni di Roma Metropolitana e per tanti giovani emigrati, (circa 2.641 pari al 16,2% dell’intera popolazione locale) che in rappresentanza di diverse nazionalità hanno scelto Fiano per un nuovo percorso di vita.
Sig. Sindaco, nella nostra ultima pubblicazione cartacea del mese di Giugno le abbiamo dedicato uno speciale sulla sua rielezione a Sindaco di Fiano Romano, affermazione ottenuta dopo un acceso confronto elettorale con il suo ex compagno di partito, nonché sindaco per 10 anni, Ottorino Ferilli. Oggi siamo qui nuovamente ad intervistarla dopo solo 5 mesi dall’inizio del suo mandato come compendio ad una nostra iniziativa editoriale che intende mettere a fuoco le potenzialità di sviluppo del territorio della bassa Sabina Romana, da Monterotondo a Castelnuovo di Porto e Riano da Capena a Fiano.
La sua rielezione dopo il periodo di commissariamento durato 6 mesi, l’ha riproposta alla conduzione della sua città nel segno d’una esperienza interrotta dalla sinistra storica che le ha fatto venire meno il suo appoggio. Oggi alla guida di una coalizione d’ispirazione civica, per definizione e per scelta, in che si differenzia la sua azione amministrativa rispetto al passato? O se crede diversamente, come si inserisce nella continuità Amministrativa la sua scelta di Governo locale?
Questa Amministrazione si è fondata su un presupposto che abbiamo ampiamente affermato attraverso il nostro programma elettorale: CONTINUITÀ NELLA DISCONTINUITÀ, ovvero la continuità delle buone pratiche amministrative con cui Fiano è stata amministrata nel corso degli anni, non solo nella mia precedente esperienza, ma anche nelle diverse amministrazioni di sinistra che si sono succedute per più di 50 anni, nella discontinuità nella misura in cui siamo riusciti a cambiare per la prima volta la classe dirigente di questa cittadina. Fiano da sempre, tranne una parentesi negli anni 60, ha avuto amministrazioni di sinistra, io stesso ho una storia politica che viene da quel mondo, mi ritengo un progressista di sinistra, anche se in queste due ultime legislature mi sono proposto come alternativa civica. Un progetto civico vero, con persone di diverse sensibilità politiche con specifiche competenze e che oggi ricoprono con me i diversi incarichi amministrativi. Abbiamo interrotto per la prima volta l’idea “dinastica” che la continuità si dovesse affermare solo attraverso le famiglie DOC di Fiano, non più solamente candidati espressione delle famiglie che nel tempo hanno riproposto un loro componente alla guida della città. Oggi l’eterogenicità della provenienza sociale è la reale forza innovativa di questa Amministrazione. Non rappresentanti di partiti con riferimenti Nazionali, ma rappresentanti di una società largamente intesa.

È questo allora che fa fare quel salto sociale a Fiano da paese a città, verso il riconoscimento d’una funzione sociale allargata e in parte multietnica?
Fiano in questo nuovo millennio di fatto è diventata Città. Oggi abbiamo tutti i pregi e i difetti di un paese e in qualche modo i pregi e difetti della città. Il sistema elettorale è cambiato e ciò inevitabilmente ha impresso alla città nuove dinamiche politico-amministrative, fondamentale per me à stato coinvolgere persone con un forte radicamento nel territorio e riproporre figure che pur avendo ricoperto incarichi amministrativi in passato avrebbero assicurato competenza e qualità a servizio del nuovo progetto politico.
Il momento di sfiducia creatosi tra la componente politica che l’aveva sostenuto nella sua prima esperienza da Sindaco e lei, quella crisi che ha imposto il commissariamento di Fiano, quali strascichi (se esistono) hanno lasciato sulla sua opera amministrativa e sulla sua persona?
È stata prima di tutto una sofferenza personale prima che politica, perché comunque sono stato sfiduciato per questioni che non avevano nulla a che fare con l’amministrazione, con gli interessi dei cittadini di Fiano, ma solamente un’azione politica legata esclusivamente alla gestione del potere locale. La sfiducia non nacque da un giudizio sul mio fare amministrativo, tant’è che né in campagna elettorale e né successivamente queste motivazioni politiche sono state oggetto di confronto politico.
Lei a distanza di un anno e dopo la sua netta affermazione, non ha niente da recriminare rispetto a quella forzata sfiducia o pensa che alla fine sia stato un passaggio inevitabile da affrontare per dare vita a questo suo nuovo progetto.
Sicuramente non era un passaggio obbligatorio, primo perché, come le ho detto, non esistevano le motivazioni amministrative per determinarlo e soprattutto perché l’atto di sfiducia veniva da Ottorino Ferilli che era stato Sindaco di Fiano per due legislature, nelle quali io stesso avevo ricoperto la funzione di Vicesindaco e soprattutto perché nella mia prima esperienza come Primo cittadino Ferilli ricopriva la carica d’Assessore nella mia Giunta.
Quindi la discontinuità in che l’ha individuata o in che la sta sperimentando?
La discontinuità la individuo nel come si fa politica, nel come si gestiscono i rapporti con la cittadinanza, la discontinuità è nel come si amministra, è nel come si intende la politica al servizio della comunità. Una Amministrazione che amministra per tutti e non una che amministra per pochi o per solo una parte politica, ma come concreto servizio nei confronti della cittadinanza. Nessuno nega che fare l’Amministratore implichi la gestione del potere, la differenza però sta nel come si gestisce quel potere e per chi lo si gestisce. A mio avviso la discontinuità profonda sta in questa convinzione.
Quindi lo sbocco elettorale e l’esito favorevole a lei e alla sua coalizione risponde all’esigenza di continuità e di buon governo?
Secondo me i cittadini hanno scelto attraverso il voto di dare da una parte un riconoscimento nella continuità del mio operato politico amministrativo e dall’altra un imput forte a cambiare la classe dirigente, premiando l’impegno di nuove personalità senza dover far ricorso a compromessi e alleanze politiche di vecchio stampo.
Come crede che l’appartenenza e l’identità civica, un cittadino, la trovi vivendo e scegliendo la residenza in un comune come Fiano?
Un cittadino la trova nella misura in cui dal momento che sceglie di trasferirsi da Roma o da altre località della Provincia, perché uno, fa riferimento ad un fattore economico, di costi e risparmio, una plusvalenza che permette ad un romano di rinunciare ad un appartamento all’interno dell’area metropolitana e di scegliere d’acquistare allo stesso valore e forse meno una casa unifamiliare in condizioni residenziali considerevolmente migliorative. Poi perché c’è un discorso di servizi e qualità della vita. Quando si sceglie Fiano si sceglie un comune che rispetto ai servizi e alla qualità della vita sono superiori a gran parte dei comuni di area metropolitana.
I sei mesi di commissariamento hanno lasciato aperte criticità amministrative?
È chiaro che la scelta di far cadere la vecchia amministrazione e la venuta del Commissario ha portato delle conseguenze negative, ha in parte interrotto un percorso di buona amministrazione che veniva da lontano, ha difatto ingessato il bilancio perché ovviamente un conto è fare delle manovre di bilancio sull’arco dei 5 anni, anche rispetto a correzioni di scelte sbagliate e un conto è il governo d’un Commissario che dura 3 mesi e tutto si restringe ai limiti di disponibilità finanziaria corrente rispetto ad un bilancio previsionale dieci volte maggiore. Il che ha portato al taglio dei servizi e all’aumento del prelievo fiscale.
Quindi questo è stato il primo ostacolo che lei ha dovuto affrontare e portare a soluzione riprogrammando un nuovo impegno di bilancio?
Assolutamente si! Perché eravamo coscienti di ciò che ci saremmo trovati di fronte, eravamo consapevoli che la nostra amministrazione sarebbe stata difficilissima nei primi 2 anni. Bisognerà fare un lavoro virtuoso nei prossimi 2 bilanci per ritornare alle condizioni ante commissariamento. Sono comunque soddisfatto del lavoro che stiamo svolgendo.

Qual’è il cronoprogramma che si è dato rispetto alle proposte di programma che ha sottoposto a giudizio degli elettori?
Innanzitutto in questi primi 5 mesi abbiamo cercato di portare a termine quelli che erano i lavori iniziati e sospesi durante i 6 mesi di commissariamento, in particolare tutti quelli gestiti direttamente dal Comune che ora sono in fase di chiusura, oltre a quelli finanziati dal PNRR che seguono il loro iter. Abbiamo riavviato una serie di servizi importanti che erano stati sospesi dal Commissario trovando nuove risorse finanziarie che ci hanno permesso di riaprire l’asilo comunale. Un altro servizio che sono felicissimo di aver attivato è quello dell’infermiere di comunità che fa riferimento alle competenze della ASL 4 ma che Fiano ha ottenuto esclusivamente per la propria comunità attraverso una convenzione onerosa stipulata con la stessa ASL e attivato dalla rete dei medici di base presenti sul territorio. Anche questo, un servizio essenziale che era stato sospeso e che oggi torna ad essere attivo.
Qual’è l’infrastruttura più importante che vi siete proposti di realizzare in questa legislatura?
Sicuramente da tempo Fiano ha a cuore la definizione d’un progetto d’interesse sovrastrutturale che coinvolge anche il territorio di comprenserio, che è la realizzazione della GRONDA, un raccordo stradale tra i comuni di Riano, Castelnuovo di Porto, Capena e Fiano che dovrebbe sgravare il traffico della via Tiberina. Di fatto una connessione più fluida tra i due caselli autostradali, quello di Fiano e quello di Castelnuovo di Porto, un progetto regionale nato nel 2013 per un importo di 35 milioni di euro che per tanti anni era rimasto nel cassetto dell’Assessore ai Lavori Pubblici e alla Mobilità della Regione Lazio. Solo nel 2021 la giunta di di Sinistra sotto sollecitazione dei comuni di Fiano, Capena, Castelnuovo di Porto e Riano è riuscita ad impegnare 13 milioni di euro per avviare questa opera e che solo da un mese è entrata nella fase di inizio lavori, prevedendo due importanti opere di raccordo stradale a Fiano in zona industriale e nel comune di Capena.
La realizzazione di questa importante opera di comunicazione viaria, sembra aver stimolato un maggior interesse da parte delle Amministrazioni dei comuni interessati, ad aprire una fase di riflessione sullo sviluppo comprensiorale dell’industria e dei servizi di logistica di supporto all’intera area Metropolitana, lei crede che questa dovrà essere la vocazione di sviluppo per il prossimo futuro del territorio della media Valle del Tevere? La nascita di un consorzio industriale e di servizi intercomunali che possano affrontare le future sfide economiche e di crescita del quadrante a nord est di Roma, compresi lo scalo ferroviario e il consorzio industriale di Monterotondo, lei ritiene che questa sia una scelta obbligata per il prossimo futuro?
Io penso di poter affermare che sicuramente con la realizzazione della Gronda potrà esser potenziata l’attuale offerta d’iniziativa industriale e di servizio che già esiste su Fiano e che comunque è una realtà consolidata della Provincia Romana. Fiano e la sua area industriale sono in continua espansione e di prossima apertura saranno i depositi e i centri di produzione di Amazon e Mercedes. Per avviare un progetto consortile di questa portata bisogna iniziare a fare un ragionamento di area vasta, coinvolgendo area Metropolitana e Regione si può arrivare a crescere ed essere competitivi a livello Nazionale solo se si smette di stare in competizione tra comuni d’area e ciò dando vita ad una vera collaborazione e ad una vera cooperazione industriale.
Questa opera infrastrutturale ridisegna in parte l’urbanistica di Fiano e comporterà un ulteriore incremento demografico?
Noi abbiamo una concezione precisa dello sviluppo, non desideriamo che la nostra città cresca a dismisura sotto la sollecitazione della richiesta romana, siamo coscienti che la spinta è Romanocentrica, quindi siamo attenti a mantenere la nostra identità attraverso uno sviluppo urbano controllato che vada di pari passo ai servizi erogabili. È inevitabile che una realizzazione così importante come quella della Gronda, avrà un impatto maggiore in quelle aree che resteranno comprese tra le due direttrici, Tiberina e Gronda e per questo è mia intenzione avviare una revisione di Piano Regolatore della città senza stravolgere i criteri che le ho ricordato. È e sarà uno sviluppo ordinato, pensato e armonico.

La città ha momenti di vita caratterizzanti, che sono quelli sociali e quelli dello sviluppo economico (della produzione agraria, della produzione industriale e quelli del comparto commerciale). L’agricoltura negli ultimi anni dà poco lavoro e forse si stanno sviluppando aziende alternative. La parte industriale ha avuto momenti di flessione o sta riprendendosi sotto l’impulso dei nuovi insediamenti?
A Fiano il comparto industriale forti flessioni non le ha subite, perché è una zona come abbiamo precisato molto incentrata sulla logistica, anche se nella nostra idea di sviluppo bisognerà riequilibrare con insediamenti direzionali e produttivi il futuro prossimo. Una nuova variante di sviluppo sulla dorsale Tiberina permetterà infatti un ulteriore incremento d’insediamenti produttivi, direzionali e di commercio. Un attento interesse abbiamo comunque destinato allo sviluppo agrario del nostro territorio e per questo abbiamo dato una delega specifica ad un consigliere.
A proposito di ulteriori sviluppi economi e di servizi, siamo a conoscenza di una grande iniziativa che lei in prima persona sta portando avanti, la creazione di un grande mercato del Riciclo Ecologico e Sociale, come si articolerà e dove?
Si, siamo impegnati a lavorare sulla localizzazione di questo mercato all’interno dell’area industriale destinandogli settimanalmente un’ampia zona dove poter esporre prodotti di antiquariato, del riciclo ecologico e sociale, speriamo che possa partire all’inizio del prossimo anno.
Tra le tante attività sicuramente lei non avrà sottovalutato la promozione culturale e sportiva, che può dirci di significativo rispetto a ciò?
Sullo sport abbiamo investito tanto e non solo sul calcio, abbiamo un palazzetto dello sport, una pista d’atletica, una tensostruttura per il pattinaggio, un centro per il tiro con l’arco, due campi da calcio, due da calcetto un campo da calciotto. Nella cultura abbiamo sempre investito ingenti risorse, anche quest’anno con zero budget siamo riusciti a fare tutta una serie di iniziative culturali, siamo comunque convinti che ciò non basta e speriamo di poter investire in questo mio mandato le risorse necessarie per dare alla città un teatro comunale.
In conclusione vorrei farla riflettere sulle urgenze che la sua città ha di fronte, in particolare sul problema della raccolta e della dismissione dei rifiuti soliti urbani. Come ha affrontato Fiano questo problema e come pensa di migliorarlo nel prossimo futuro?
Noi abbiamo da tempo la raccolta differenziata, la raccolta e l’avvio allo smaltimento era e resterà all’immediato un problema maggiore. È un problema serio, perché i centri di raccolta sono pochissimi e fanno cartello tra di loro, costa l’ira di Dio andare a smaltire questi rifiuti e spesso siamo costretti ad andare fuori Provincia. Sarà indispensabile creare un discorso di comprensorio per poter conferire a discari l’intero ciclo della differenziata a prezzi accettabili.
Se la sente di dare un giudizio nei confronti della opposizione?
Detto in due parole, la Lega fa una opposizione costruttiva, dice no quando non è d’accordo, approva quando ritiene i provvedimenti di interesse generale. Non posso dare eguale pari rispetto al gruppo Democrazia e Partecipazione che fa capo a Ferilli e nei confronti del PD che praticano una opposizione ostruzionistica e strumentale senza fare nulla di propositivo.
Il nostro periodico uscirà all’inizio del 2026, nel ringraziarla per la sua disponibilità, quale augurio si sente di fare ai suoi concittadini e a se stesso?
Mi auguro che ciò che siamo riusciti a costruire negli anni, in particolare questo partecipato senso d’appartenenza ad una comunità coesa con una forte identità culturale, possa consolidarsi e svilupparsi nel tempo. È vero che Fiano è cresciuta demograficamente, ma posso dire che in un momento in cui è evidente un impoverimento complessivo della società, riesca a mantenere un’offerta adeguata di servizi e un forte impegno a sostenere i ceti meno abbienti.
