Notiziario provinciale: fatti, domande, accadimenti, accidenti ed eventuali
Il litorale romano come quello laziale, con i gravi problemi delle mareggiate e dell’erosione
Una decina d’anni fa sui ripascimenti v’erano le voci di Angelo Bonelli dei Verdi che gridavano: “ad Ostia in vent’anni hanno buttato al mare 80 milioni di euro per mettere sabbia e sabbia che puntualmente il mare si riprende e anche in questo caso – è cosa da non credere – favorendo i ricchi stabilimenti di levante e lasciando ‘a secco’ le spiagge libere dei cittadini”.
Adesso… adesso i numeri parlano chiaro dicono: Mario Baccini sindaco di Fiumicino e Fabrizio Ghera assessore regionale, 70 mila metri cubi prelevati dalla foce del Tevere (un primo passo inoltre per creare il “vano” per accogliere navi da 300 metri del paventato porto crocieristico di Fiumicino?) 90 mila dal cosiddetto porto di Ostia, 60 mila dal Canale dei Pescatori (forse un po’ oleosa e maleodorante?). Insomma però 220 mila metri cubi di sabbia! E con una barriera di 350 metri ad arginarla di fronte alla Rotonda di Ostia.

La Regione Lazio si è attivata e ha varato un finanziamento di 90 milioni di euro per la difesa integrata della costa. La metà dei fondi è nell’ambito della programmazione FESR 2021-2027 (Fondi Europei Sviluppo Regionale) e sono 46,2 milioni di euro che riguardano 6 nuovi interventi (di cui 3 ad Ostia). Il 30% delle coste laziali è in erosione (su 361 Km di costa, 113 sono ad alta vulnerabilità e per la pressione antropica, la cancellazione della macchia mediterranea, e l’assenza di qualsiasi barriera di salvaguardia. Tra il 2006 ed il 2020 l’erosione e ad opera unica dell’uomo e delle sue speculazioni edili, ha modificato del 60,6% (79 Km) la costa. Il 29,7% del litorale è in continua erosione con un picco del 35,9% per la provincia romana: Roma ha perso una superficie sabbiosa di 30,93 ettari, Fiumicino 10,61 ettari, Ardea 7,44 ettari e a seguire Fregene, Maccarese, Torvaianica, Anzio, Ladispoli.
Si interverrà con barriere e sommerse (sul mare) e emerse con scogli di roccia (più opportuno) e blocchi di cemento compresso. E il ripascimento con sabbia e rinforzo delle dune (la ove ancora esistenti) presa al largo: nelle “secche” di Terracina, Anzio e Montalto di Castro o nel dragaggio alle imboccature di porti e canali. Entro il 2028, assicura l’assessora allo sviluppo economico della regione Roberta Angelilli, saranno conclusi tali lavori.
Il piano è stato accolto con grande favore naturalmente dagli imprenditori balneari e turistici, ma anche dalle opposizioni che ne hanno però sottolineato le criticità ed i ritardi di applicazione e fattualità. (E che sono le solite, dovute a ritardi burocratici, disguidi e a volte intromissioni degli stessi apparati dirigenziali che dirimono e confondono le digià farraginose procedure italiche). E i frequentatori delle spiagge libere che, intervistati, dir che siano scettici è poco, ed infatti sproloquiano a vanvera su defunti dei vari politici ed imprenditori coinvolti, con scarso senso della misura ed anche volgendo al desiderio di loro cattiva e subitanea fine sorte fisica, i peraltro ingrati! (il redattore a.f.)
Ma il nostro dubbio da “giornalai” è: ma la sabbia rimarrà o no? Gli interventi riguarderanno veramente un piano strutturale di contenimento e arginazione dei suoli o implicherà di muovere soprattutto, anche encomiabilmente se si vuole, economia e lavori a tutto favore di imprenditori che cambiano le sigle delle loro imprese, ma sono sempre gli stessi, oppure, ed anche nuovi che siano, i loro interventi si effettueranno e solo sulla sabbia?
INAUGURAZIONI 2 stazioni Metro C e a Roma l’incidente!
Due nuove stazioni della Metro C, inaugurate con pompa dal sindaco di Roma Roberto Gualtieri e al seguito i ministri Salvini e Giuli (le biciclette ed autisti rigorosamente fuori): Porta Metronia e Colosseo-Fori Imperiali. La prima: 32 metri di profondità, 4 livelli interrati, 29.000 m. cubi di scavi archeologici 14 scale mobili 9 ascensori, 28 pozzi, 230 metri di porte in banchina, un “laconicum” narra guidando l’inaugurazione l’ineffabile sindaco e continua con la seconda Porta Metronia: 5 livelli, 30 metri di profondità 4 scale mobili, una fissa 65 mila metri cubi di scavi archeologici e monumenti romani illustri alla luce. Insomma belle cose, forse attuate con qualche anno di troppo, iniziate infatti nel 2007 e completate solo ora, ma… ma.

26-12-2025 piove dentro l’inaugurata tratta Colosseo-Fori Imperiali, ennesimo scandalo?
Ma no, nulla di strano ci spiega l’emerito professore del nostro magazine il tuttologo Antonello Ferrero: si sono voluti adeguare agli usi e costumi romani che, prevedevano nelle domus i compluvium, aperture nel tetto in cui l’acqua del cielo confluiva nell’impluvium: una vasca-piscina che poi riscaldata dava origine al “laconicum” di cui discerneva il sindaco neo-cicerone nella visita inaugurativa. O, diciamo noi poveri redattori così acculturati dei costumi quiritiensi, ma meno di quelli tecnico-lavorativi, che dieci anni sono un po’ pochi per fare due fermate di stazione metro. Eh che diamine, ancora non avevano messo il silicone, e i politici “ciavevano prescia” de inaugurà pe Natale!
Ci domandiamo quale è il numero di Erdos-Bacon del sindaco Roberto Gualtieri.
Guidonia-Montecelio: riforestazione cittadina
Partiti male: una riforestazione nel quartiere La Sorgente con alberi piantati ma non innaffiati l’estate! (Non lo prevedeva l’appalto con la ditta impiantante!!). Dopo ed in accordo con il Gruppo AVR S.p.a, la nuova amministrazione a guida Mauro Lombardo ha permesso la sostituzione di 200 piante seccate con nuove essenze. Il nuovo polmone verde cittadino prevede l’impianto di un bosco di 1800 alberi in quattro ettari: lecci, cerri, ornielli, aceri campestri, tigli e arbusti fillirea, ginestra, biancospino, ligustro, corniolo, beretta del prete. E interventi anche in altre zone come Villalba, Colle Fiorito, ed in centro città. Aria nuova e salubre, rigenerazione dei suoli e impatto positivo sulle biodiversità e… sulla salute cittadina! La notizia è vecchia di un anno e siamo curiosi e vi informeremo come va la giunta del “lombardo” e se il verde è stato innaffiato a dovere.
Ma la Porta d’Italia che fine ha fatto?
Ma la sesta provincia del Lazio? Ovvero detta: Porta d’Italia, la proposta con capofila Fiumicino (e con l’aeroporto più grande d’Italia il Leonardo da Vinci) e Civitavecchia (porto crocieristico e passeggeri anch’esso primo nel Paese) e del distaccarsi di tante città del litorale e dell’entroterra dall’area metropolitana di Roma Capitale, che fine ha fatto? Con i comuni aderenti e oltre ai detti: Tarquinia, Ladispoli, Montalto di Castro, Montorio Romano, Santa Marinella, Tolfa, Allumiere; e con quelli scettici o non aderenti: Anguillara, Bracciano, Trevignano, Canale Monterano, Manziana, Cerveteri. Il vicesindaco di Roma e Presidente dell’Area Metro romana Pierluigi Sanna ha sentenziato: “è un progetto folle” che parte senza progettazione, risorse, fondi e volontà politiche nazionali.

Ostia: Parco del mare
E bisognerà andare a dare una guardatina anche a Ostia, al neo-parco del mare come chiamato il progetto di riqualificazione del lungomare cittadino, con un’assegnazione da bando del febbraio 2025. Eliminazione dei muri impedenti la vista a mare, trasformazione di corsie carrabili ed invadenti in verde pedonalizzato, alberi, arbusti e aree sportive, cancellazione degli abusi edili. Con abbinato bando di nuove concessioni di 31 tra stabilimenti, chioschi e spiagge libere (con 30 assegnati già nel maggio 2025 – n.d.r.).

Disastri idrici dei laghi dei Castelli Romani, già in atto, e chi fa qualcosa?
Denunciano la grave situazione i Comitati ambientalistici dei Castelli Romani che redigono e pubblicano dati: 7 metri di perdite dei livelli. 54 milioni di metri cubi di acqua in meno: 41 di milioni per il lago di Albano e 13 per quello di Nemi. Già nel primo numero della rivista avevamo redatto un articolo che sviscerava il grave problema (2025). Sinora oltre alle “secchiate” d’acqua immesse dal popolo dei volenterosi… niente!
