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Ma guarda un po’, la Giornata della memoria

Ogni anno dal 2000 il solito anniversario (27 gennaio) della Storia. La giornata della memoria per gli ebrei e per tutti coloro che l’hanno subita e per quelli che l’hanno voluta: la shoah (distruzione)

Quarantanni fa circa gli ebrei erano vituperati e le loro sofferenze non riconosciute dalla destra italiana TUTTA (ecclesia compresa) e loro movimenti dichiarati neo-fascisti, oggi tale pratica è adoperata dalla sinistra (anche se non tutta) e dai suoi movimenti dichiarati comunisti.

Le ultime manifestazioni di chi confonde ciò che ha fatto il governo israeliano contro la popolazione palestinese, con gli ebrei tout-court, e però non valuta ciò che i governanti palestinesi (Hamas) hanno fatto contro il popolo israeliano; è emblematico.
In più questi paladini dei popoli, mentre recriminano e minacciano con odio viscerale gli “ebrei” rei di genocidio, non alzano bandiere ne voci verso i crimini di massa degli ayatollah iraniani verso il loro popolo all’opposizione.

Ma lasciarli al loro “tristo” e cacotopico destino e senza vieppiù recriminarli è virtù. E anche senza fellonia alcun’altra saranno anch’essi sulla via di Damasco e se non illuminati, poggeranno prima o poi sulla bilancia psicostasica il loro animo.

Nella nostra Storia vi sono milioni di morti, uccisi non per territorio, interessi, guerre intraprese ma solo e perché erano ebrei (e cioè appartenenti ad un’altra pseudo razza ed erano individui mischiati in ogni razza e provenienti da ogni parte d’Europa).

Anche nella nostra redazione oggi nessuno ha alzato la mano, nessuno dei redattori addolorati da morti illustri, giubilei e quant’altro, nessuno ed è emblematico. Allora ad alzare la mano sono io. Lo faccio popolo ebraico della shoah, alle radici della nostra storica civiltà e religione. Lo faccio oggi ebreo anch’io in queste parole fumose in queste facili scritte, voi nel vento. E sino a quando il vento non si poserà (Auswitz – Francesco Guccini)

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