Giustizia italiana. Se si incontrano le correnti…
Giustizia italiana. Se si incontrano le correnti… quelle interne al PD e quelle della Magistratura.
Sarà sconfitta referendaria assicurata per i no!
Conclusosi l’iter democratico parlamentare sulla Separazione delle Carriere dei Magistrati, la Riforma necessita di un Referendum Confermativo, che vuoi o non vuoi andrà a gravare sulla spesa Pubblica, FONDI che potevano essere indirizzati verso le urgenze sociali!
Il Centro Sinistra purtroppo è destinato a dividersi nuovamente e forse non solo uscirà battuto dalla Consultazione, ma andrà incontro ad ulteriori lacerazioni che si ripercuoteranno sulla possibilità di creare un cartello unico contro le Destre di Governo alle prossime elezioni Politiche.
Forse BOICOTTARE il Referendum in modo “radicale”, per far riferimento ad esperienze passate, potrebbe essere la via migliore per non franare.
Una partecipazione ristretta al voto, lascerebbe aperta la discussione e soprattutto rinvierebbe ad una futura tornata elettorale, il confronto tra i due Blocchi.
Consegnare alla Meloni un’Opinione Pubblica che per autolegittimazione della stessa Magistratura vedrebbe nel Referendum la possibilità di una “FUSTIGAZIONE REFERENDARIA POPULISTICA” contro il cattivo funzionamento della giustizia sarebbe per il Centro Sinistra come “tagliarsi le vene” da soli.

Se la riforma Cartabia non ha avuto nessun impatto positivo sul Sistema Giudiziario e non ha avuto necessità di un Referendum confermativo è perché di fatto non modificava nulla dell’attuale sistema di potere autonomo dei Magistrati, questo Referendum invece azzererà di fatto le correnti interne in ANM (Associazione Nazionale Magistrati) attraverso il sorteggio dei rappresentanti in CSM e darebbe si, da una parte, vita ad una nuova corporazione di giustizia, quella dei super procuratori che svincolati dal pilone della Magistratura Giudicante, andrà a svolgere un ruolo di super poliziotto sottoposto al Potere Politico del Ministro degli Interni, segnando difatto la fine dell’AUTONOMIA almeno di una parte della magistratura!
Per il Referendum Confermativo non è richiesto il quorum e probabilmente dovrebbe tenersi nella primavera dell’anno prossimo a soli 8 mesi dalla fine della legislatura!
Con la legge sulla Separazione delle Carriere, ecco cosa cambierà per PM e Giudici
Il cuore del provvedimento è la separazione delle carriere dei PM e dei giudici, per cui ciascuno ad inizio carriera dovrà fare una scelta definitiva di funzione, e restarci. L’attuale articolo 104 della Costituzione afferma che «la magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere», frase a cui la riforma aggiunge che essa «è composta dai magistrati della carriera giudicante e della carriera requirente» (PM).
Con la Riforma infatti si costituiscono due CSM separati e la loro nomina avverrà tramite SORTEGGIO separato.
Due CSM: uno «della magistratura giudicante» e l’altro «della magistratura requirente»; ne faranno parte di diritto rispettivamente il Presidente della Repubblica e il Procuratore Generale della Cassazione.

I due Consigli non saranno elettivi
Essi saranno composti per un terzo da membri laici e per due terzi da togati; i primi saranno estratti a sorte da un elenco di giuristi predisposto dal Parlamento in seduta comune; i secondi saranno sorteggiati tra tutti i magistrati, giudicanti e requirenti, che avranno i requisiti che stabilirà una legge ordinaria successiva.
I componenti dei due CSM «durano in carica quattro anni e non possono partecipare alla procedura di sorteggio successiva».
I poteri dei due CSM
I due CSM perdono i poteri disciplinari oggi affidati ad una Sezione speciale dell’attuale CSM. Essi avranno competenze per quanto riguarda «le assunzioni, le assegnazioni, i trasferimenti, le valutazioni di professionalità e i conferimenti di funzioni nei riguardi dei magistrati».
L’alta Corte disciplinare
La giurisdizione disciplinare nei riguardi di tutti i magistrati è attribuita all’Alta Corte disciplinare. Essa sarà composta da 15 membri: 3 nominati dal Presidente della Repubblica; 3 estratti a sorte da un elenco di giuristi che il Parlamento in seduta comune «compila con elezione»; 6 estratti a sorte tra i magistrati giudicanti con 20 anni di attività e con esperienze in Cassazione; 3 sorteggiati tra i magistrati requirenti con vent’anni di attività e esperienza in Cassazione. I togati sono quindi la maggioranza, ma il presidente viene eletto tra i laici. Durano in carica 4 anni, l’incarico non è rinnovabile.
Sentenze non impugnabili
Contro le sentenze dell’Alta Corte disciplinare si può presentare ricorso solo davanti alla stessa Corte che giudicherà in secondo grado in una composizione diversa rispetto al primo. Le sentenze non sono impugnabili in Cassazione. Una legge ordinaria disciplinerà gli illeciti disciplinari, le sanzioni, la composizione dei collegi, il procedimento e il funzionamento dell’Alta Corte.
Leggi attuative
L’ultimo articolo della riforma stabilisce che “entro un anno” dall’entrata in vigore (quindi dopo il Referendum) dovranno essere varate le leggi attuative.
Nel frattempo continuano ad osservarsi le leggi vigenti.
Quanti cittadini leggeranno i quesiti che ci verranno sottoposti al Referendum?
E già il Centro Sinistra parte diviso e si adopererà in una contrapposizione che ne metterà a dura prova la tenuta in previsione delle future elezioni Politiche.
