Alberi per la terra e per l’anima


Acer campestre (ACERO CAMPESTRE)
Detto anche popolarmente “testucchio” cresce inizialmente a cespuglio e si sviluppa sino agli 8 metri. Albero che consolida i terreni e che è prezioso anche nelle città perché assorbe grandi quantità di anidride carbonica ed elimina le polveri sottili. È pianta officinale rinfrescante della pelle e purificante dell’intestino, tonico e usato in passato per la cura dell’Herpes Zoster e per le calcolosi.

Alnus glutinosa (ONTARO NERO)
Pianta appartenente al genere delle Betullaceae, crescita generalmente sui 10 metri, ma in condizioni favorevoli anche più di 20 metri. Pianta monoica, che ha in sé sia i fiori femminili che quelli maschili. Fiorisce a fine inverno (febbraio-marzo), il suo nome latino è dato da alnus che è un termine dell’antica lingua celtica e significa vicino all’acqua, e glutinosa per la viscosità delle sue parti giovanili: foglie e rami. Richiede umidità, abitualmente cresce in vicinanza di bacini e-o corsi e canali d’acqua. Le sue radici hanno relazioni simbiotiche con microrganismi azotofissatori e quindi ne arricchisce il suolo. Consolida terreni friabili, franosi imbibiti d’acqua, è quindi pianta utilissima contro i dissesti idrogeologici. È pianta curativa della farmacopea erboristica.

Carpinus betulus (CARPINO BIANCO)
Pianta della famiglia delle Betullaceae, crescita sui 15-20 metri, specie monoica con fiori di entrambi i sessi. Ama le temperature elevate ma su suoli freschi. Miglioratore di terreni.

Carpinus orientalis (CARPINO ORIENTALE)
Famiglia delle Betullaceae, è simile al carpino nero ma meglio si adatta alla siccità e vive bene su terreni e climi caldi e asciutti. Crescita sui 10 metri.

Cercis siliquastrum (ALBERO DI GIUDA)
Famiglia delle Fabacee. Il nome deriva dal suo luogo d’origine, la regione Giudea (Israele) da dove si diffuse in tutto il bacino del Mediterraneo. Cresce sino a 10 metri, ma spesso rimane come arbusto. Ha fiori ermafroditi che iniziano a crescere verso i 6 anni d’età. La sua fioritura è affascinante: lilla-violacea (ne esiste una rara variante bianca). È pianta da terreni aridi e sassosi, senza ristagni idrici e resiste mediamente al freddo. Cattura l’azoto dall’atmosfera e grazie a dei batteri presenti nelle sue radici lo rilascia nel terreno arricchendolo. Resistente agli inquinamenti cittadini.

Fraxinus ornus (FRASSINO)
Della famiglia, come tutti i frassini, delle Oleacee. Detto anche orniello o albero della manna (quella della Bibbia, un prodotto nutriente zuccherino biancastro, ottenuto incidendone il tronco od i rami e usato in medicina erboristica) è un albero che supera i 10 metri di altezza ma viene quasi sempre ridotto a cespuglio. Vive sino ad un secolo, ha un robusto apparato radicale, con fittone centrale e radici laterali, adatto a terreni aridi e siccitosi.

Populus Nigra (PIOPPO)
Cresce sino ai 15 metri e con tronchi di notevole spessore in terreni umidi. La particolarità di questa essenza è dovuta ai suoi semi “cotonosi” (poppi) che trasportati dal vento producono macchie biancastre e gonfie dove si depositano e sono causa di allergie in tanti individui.

Fraxinus angustifolia (FRASSINO MERIDIONALE)
Cresce sino a 20-25 metri, è albero da luoghi umidi e alle vicinanze di corsi e pozze d’acqua.

Quercus cerris (CERRO)
Appartiene alla famiglia delle Fagaceae, cresce sino a 30-35 metri d’imponenza: pianta per climi miti cresce in tutta Italia ad eccezzione della Sardegna. Produce ghiande.

Quercus ilex (LECCIO)
Detto anche Elce, cresce sino a 20-25 metri con sviluppo lento, ma è albero secolare che può raggiungere diametri del tronco di 3-5 metri. In terreni rupestri cresce e si sviluppa a cespuglio. Ha profonde radici e può vivere in terreni estremamente aridi (è usato molto infatti dalle amministrazioni nelle città, ove si ha l’insana tendenza specifica a non innaffiare il verde costituito). È una pianta storica e sacrale, variegatamente per gli antichi popoli e italici e romani, che la usavano nei riti religiosi e sociali. Le prime corone civiche furono costituite con le sue fronde. Ha un legno tanninico per eccellenza e destinato al carbone (ne fece spese con i tristi Savoia la Sardegna che ne aveva boschi millenari).

Quercus pubescens (ROVERELLA)
Detta comunemente anche quercia, ha una lenta crescita, sino a 25 metri e si adatta anche a climi freschi e moderatamente freddi. Produce ghiande. Può raggiungere dimensioni del tronco di 5-7 metri ed oltre ed età millenarie.

Quercus robur (FARNIA)
Anch’essa detta comunemente quercia, crescita lenta ma pianta centenaria ed imponente con crescite tra i 25 ed i 50 metri. Produce grosse ghiande. Anch’essa vittima delle scellerate leggi del 1877 promulgate dai vili monarchi italiani, e che tolse la tutela ai monumentali boschi e foreste della Pianura Padana.

Quercus frainetto (FARNETTO)
Un’altra quercia a lentissima crescita, ma spettacolare raggiungendo i 40 metri d’altezza. Produce ghiande dolciastre usate nella panificazione povera passata, in Toscana e scendendo nel Sud, suoi habitat naturali, che è pianta sofferente il freddo.

Quercus suber (SUGHERA)
È la quercia da sughero, caratterizzata da una corteccia che viene asportata ogni decina d’anni e con la cui si produce il sughero. Produce ghiande dopo 15-20 anni del suo trapianto e dopo ogni 2 anni. È pianta che non sopporta climi sotto i -5 gradi ed è resistente agli incendi in quanto il sughero della sua corteccia è ignifuga. Purtroppo si sta estinguendo in quanto la frenesia produttiva dell’uomo non le dà i tempi giusti per rigenerarsi dopo ogni “raccolto” del suo rivestimento. Pianta da visionare e proteggere.
