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Le meravigliose dodici (quasi) Ville Tuscolane

VILLA MONDRAGONE

Nel 1567 il cardinale Marco Sittico Altemps su progetto di Martino Longhi il vecchio e affiancato da Jacopo Barozzi di Vignola, costruisce la villa. Nel 1573 vi si installa il cardinale Ugo Boncompagni poi papa Gregorio XIII che la usa come residenza e qui da il via alla riforma del “nuovo calendario gregoriano”. Nello stemma dei Boncompagni v’è un drago e da li prende il nome l’edificio. Furono ivi ospiti tanti papi. La villa nel 1981 viene venduta dai proprietari gesuiti all’Università romana di Tor Vergata che qui vi stabilì una biblioteca universitaria ed un centro congressi. Unitamente pare sia stata (perlomeno propagandata come tale) sede anche dell’Irvit (Istituto Regionale per le Ville Tuscolane ora sopito) per concessione.


VILLA SORA

Posta sulla Via Romana oggi Tuscolana, nasce come casale di campagna detto “Torricella” nel 1546, di proprietà di religiosi romani poi passa ai conti Moroni di origine milanese che ivi ospitano vari papi. Nel 1600 è acquistata dai Boncompagni duchi di Sora, che la cedono nel 1893 a Tommaso Saulini (famoso incisore romano di cammei) che nel 900 la donò ai Salesiani che la ristrutturano adibendola a convitto-seminario. Affrescata all’interno da Cesare Rossetti della bottega del Cavalier d’Arpino.


VILLA PARISI

Edificata dal 1604-5 da Mons. Ferdinando Taverna milanese e governatore di Roma. Diventato cardinale, la vendette al cardinale Scipione Borghese nipote del papa Paolo V, che ne affidò i restauri a Girolamo Rainaldi. Affreschi dei fratelli Valeriani e di Haldman il Bavarese. Nel 1896 la villa fù venduta a Saverio Parisi la cui famiglia ne è ancora proprietaria.


VILLA SCIARRA (ruderi)

Viene costruita a Frascati da Mons. Ottavio Vestri da Barbarano nel 1570 e fù chiamata Villa Bel Poggio per la sua spettacolare veduta panoramica sino a Roma. Ebbe diversi proprietari come tutte le ville tuscolane: Duca di Ceri, Pallavicini, e nel 900 Maffeo Barberini Colonna di Sciarra, e da cui prese nome. Nel 1920 la cedette a Leone Weinstein che nel 1932 la donò alle Suore dell’Opera Pia casa della provvidenza che vi istituirono un orfanotrofio, il quale fu distrutto nei bombardamenti della città (sede del comando generale tedesco) del 1943. Resta un parco di ruderi di età romana, la meravigliosa terrazza che degrada lo sguardo sino alla capitale ed un parco secolare verde.


VILLA ALDOBRANDINI

Su un edificio cinquecentesco il cardinale Pietro Aldobrandini, nipote di Clemente VIII, nel 1598-1602 edificò la villa su disegni di Giacomo Della Porta e completata successivamente alla sua morte nel 1602 dal Maderno e da Giovanni Fontana ai quali si devono il magnifico Teatro dell’Acqua ed i complessi sistemi idraulici, vanto dei giardini della villa. Passò ad Olimpia Aldobrandini e nel 1683 passò a Giovanni Battista Pamphili e nel 1760 ai Borghese e nel 1837 ritornò di proprietà definitiva degli Aldobrandini.


VILLA TORLONIA (Parco)

Nel 1531 un letterato Annibal Caro acquista dalla abbazia di Grottaferrata ortodossa di San Nilo un terreno e vi fa costruire su disegni di Nanni di Baccio Bigio una villa denominata Caravilla. Nel 1579 i suoi eredi la vendono alla famiglia Cenci che la alienano al cardinale vescovo di Frascati Tolomeo Galli. Nel 1606 passa al cardinale Scipione Borghese che la ristruttura con l’architetto Flaminio Ponzo e vi ospita il papa-zio Paolo V, successivamente la villa passa al duca di Gallese Giovanni Angelo Altemps, che la cede al cardinale Ludovico Ludovici che chiama Carlo Maderno e gli fa eseguire vaste e importanti opere come il monumentale Teatro delle Acque. Passa poi ai Colonna, ai Conti, ai Cesarini Sforza ed infine ai Torlonia che le diedero il nome. Va notato che la struttura e nel corso dei secoli fu fatta oggetto di spese immense dai suoi vari proprietari e che purtroppo tutto questo patrimonio venne annullato dai bombardamenti del 1943, che la rasero al suolo. Rimane il suo parco che è di proprietà del comune di Frascati e quindi di fruizione pubblica.


VILLA MUTI

Situata a Grottaferrata, costruita nel 1579 da Mons. Cerasoli canonico di S.M. Maggiore di Roma, subentrò nel 1595 Mons. Pompeo Arrigoni poi cardinale. Nel 1628 la villa venne divisa tra due monsignori Varesi e Rocci ed in seguito tra due famiglie: Amedei e Muti. La proprietà si riunì con il marchese Lanfranco Achille Muti-Bussi. Dopo i bombardamenti della II guerra mondiale, la villa occupata da sfollati andò in degrado e la famiglia Muti la vendette negli anni ’70. La villa ha classici giardini all’inglese ed è affrescata da Lanfranco, Cigoli, Pietro da Cortona, Passignano.


VILLA VECCHIA

Sulla strada tra Frascati e Monteporzio Catone. Fu costruita nel 1558 dal cardinal Giovanni Ricci di Montepulciano che la cede nel 1564 al cardinal Ranuccio Farnese, che le da il nome di Villa Angelina dal suo titolo cardinalizio di Sant’Angelo. Nel 1567 per incarichi di Curia la cede al cardinale Marco Sittico Altemps che un anno dopo la ristruttura e la denomina Villa Tuscolana. Nel XX secolo è dei Gesuiti che la “riammodernano” e la cedono dopo alcuni anni ad un istituto di suore che la vendono poi ad un privato che la trasforma in albergo.


VILLA LANCELLOTTI

Costruita nel 1582 dal cardinale Bonanni, nel 1730 era proprietà del principe Pietro Piccolomini che le diede il suo nome. Nel 1840 la villa fù ceduta al Cavaliere bavarese Francis Mehlem. Nel 1866 subentrò il principe Filippo Lancellotti che ne operò un nuovo restauro e le diede il nome della casata.


VILLA TUSCOLANA

Nel 1500 fu fatta edificare dallo stesso cardinal Alessandro Rufini che era già proprietario della villa Rufina, e quindi fu detta “la Rufinella”. Passò nei secoli ad innumerevoli proprietari: dalla Camera apostolica al cardinale Ferreri, al cardinal Sforza, ai Santi di santifiori, ai Gonzaga e donata poi dal papa Clemente VIII Aldobrandini al proprio nipote cardinale Pietro. Nel 1740 la acquisirono i Gesuiti, ritornò indi agli Aldobrandini nel 1872 e ad i Salesiani nel 1966 che la cedettero a dei privati che la trasformarono nell’attuale Hotel a quattro stelle.


VILLA GRAZIOLI

Costruita nel 1580 dal cardinale Antonio Carafa, nel 1591 è di proprietà del cardinale Ottavio Acquaviva, nel 1612 il proprietario cardinale Scipione Borghese la cede al cardinale Taverna in cambio di Villa Mondragone a Frascati. Nel 1614 è venduta al principe Michele Peretti nipote del papa Sisto V. Poi ai Savelli e nel 1693 al duca Livio Odescalchi che la fa ristrutturare da Giovanni Battista. Nel 1737 grandi decori della villa (affreschi del Ciambelli, Pannini, Carracci), nel 1833 è del Collegio di Propaganda Fide che la vende nel 1870 al duca Pio Grazioli e da cui prende poi nome.


VILLA FALCONIERI

Chiamata originariamente Villa Rufina dal proprietario e costruttore Mons. Alessandro Rufini vescovo di Melfi. Nel 1587 fù proprietà del cardinale Vincenzo Gonzaga che l’ampliò. Acquistata da Orazio Falconieri nel 1628 che ne affidò il restauro a Francesco Borromini, successivamente affiancato da Antonio Sangallo, il giovane, con affreschi del Ghezzi, Calandrucci, Ferri, Berrettoni. Il parco fù costituito da splendidi giardini all’italiana e da un incantevole laghetto ornato da cipressi. Nel 1907 fù acquistata dal banchiere tedesco e barone E. Mendelsshon-Bartholy di Belami che ne fece dono al Kaiser Guglielmo II. Il principe tedesco nel 1911 ne iniziò un nuovo restauro. Alla fine della I guerra mondiale fu confiscata dallo stato italiano. Nel 1941, nella II guerra mondiale vi si installò il Comando generale delle truppe naziste ed in seguito fu danneggiata dai bombardamenti degli Alleati. Dal 2011 è sede dell’Accademia Vivarum Novum concessa dalla proprietaria Università di Tor Vergata.

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