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CARNEVALE IERI E OGGI

L’origine del Carnevale: il nome “carnevale” sembra derivare dalla parola italiana “carne levare”, che significa “rimuovere la carne”, mentre in latino “carne vale” significa “addio alla carne”. Dove ha avuto origine il “Carne”. Questa è una domanda che non può avere ancora una netta risposta. Le origini del carnevale sono un argomento ancora discutibile.

Oggi il carnevale, anche se contaminato da canti e balli, è principalmente un evento cristiano, celebrato soprattutto nei paesi con una grande popolazione cattolica. Quando e come assume le caratteristiche di festa popolare? Ancor prima dell’avvento del cristianesimo, sicuramente una celebrazione pagana occupava il suo posto nei calendari di molte popolazioni. Si è speculato molto sulle sue origini, alcuni lo fanno risalire addirittura a circa 5000 anni fa con gli Egiziani, altri ipotizzano che siano stati i Greci.

Le Celebrazioni Pagane

Le antiche popolazioni credevano che gli spiriti maligni governassero il mondo durante l’inverno e che dovessero essere scacciati affinché l’estate potesse tornare. Tante le antiche Feste di Fine Inverno, come Nerthus, la dea della fertilità, che ispirava gran parte di queste celebrazioni, “che servivano a scacciare l’inverno e assicurarsi che la fertilità potesse tornare fertile in primavera”.
Dionysia: i Greci onoravano Dionisio, il Dio del vino, con un grande festival primaverile.
Saturnalia & Brumalia: i Romani onoravano Saturno, il Dio del raccolto e dell’agricoltura, con una festa che si teneva a dicembre.
Lupercalia: un festival romano che si teneva a febbraio, dedicato a Fauno, il dio della fertilità e della pastorizia.

Carnevale di Ronciglione

La Cristianizzazione del Carnevale

Con l’estendersi dell’Impero Romano, le festività si diffusero in tutto l’impero assumendo nuovi nomi. La Chiesa Cattolica, ormai credo unico dell’Impero Romano, cristianizzò tutte le celebrazioni pagane. Il Carnevale prima della Quaresima fu un modo per la Chiesa di assorbire e cristianizzare le tradizioni pagane.

Il Carnevale nel Medioevo

Nel Medioevo, il carnevale non si condensava più in un solo giorno, ma si protraeva per quasi l’intero periodo tra Natale e l’inizio della Quaresima. Era visto come un modo per i popoli di liberarsi dalle preoccupazioni quotidiane. Il carnevale continuò a evolversi e divenne una manifestazione della cultura popolare europea.

I Carnevali più Famosi del Mondo

– Il Carnevale di Venezia, Italia
– Il Carnevale di Rio de Janeiro, Brasile
– Il Carnevale di Viareggio, Italia
– Mardi Gras di New Orleans, USA
– Il Carnevale di Trinidad e Tobago
– Il Carnevale di Notting Hill, Regno Unito
– Il Carnevale di Santa Cruz de Tenerife, Spagna
– Il Carnevale Invernale di Quebec, Canada
– Il Carnevale di Oruro, Bolivia
– Crop Over, Barbados
– Il Carnevale di Nizza, Francia
– Il Carnevale Junkanoo, Bahamas
– Il Carnevale di Mazatlán, Messico
– Il Carnevale di Salvador, Brasile
– Il Carnevale Fasnacht a Basilea, Svizzera
– Il Carnevale di Barranquilla, Colombia
– Il Carnevale di Rijeka, Croazia
– Il Carnevale di Ivrea, Italia
– Il Carnevale di Ronciglione, Italia
– Il Carnevale delle Culture di Berlino, Germania
– Il Carnevale di Sitges, Spagna

Carnevale di Rio de Janeiro

Le Maschere del Carnevale

Le maschere del carnevale hanno una lunga storia e sono state utilizzate in diverse culture per rappresentare personaggi e spiriti. Le maschere possono essere utilizzate per nascondere l’identità e per permettere alle persone di esprimersi liberamente.

Storia delle Maschere

Le origini delle maschere del mondo risalgono all’inizio dei tempi. Queste maschere storiche hanno avuto differenti significati spirituali e diversi scopi per l’uomo, a seconda dell’epoca. Una maschera può rivelare molto su diverse civiltà nella storia.
Maschere Africane: le maschere africane hanno sempre svolto un ruolo importante nei rituali, nelle cerimonie e come un modo per invocare spiriti o rappresentarli.
Maschere Precolombiane: le maschere precolombiane erano considerate un oggetto di grande valore al loro tempo perché venivano usate come offerta agli dei.
Maschere Egiziane: le maschere egiziane sono un chiaro esempio della loro credenza nella vita dopo la morte.
Maschere Greche: le maschere greche nel teatro erano divise in tre stili: comiche, satiriche e tragiche.
Maschere Veneziane: le maschere veneziane sono forse uno dei simboli più universali del carnevale. Il successo delle maschere veneziane ha oltrepassato il carnevale e sono diventate parte di numerosi eventi che non sono nemmeno correlati al carnevale e vengono utilizzate nel teatro.


Il Carnevale della Provincia Romana. “Ronciglione l’Eccellenza”

Il Carnevale di Ronciglione è uno dei più famosi carnevali italiani. Si tiene ogni anno nel paese di Ronciglione, in provincia di Viterbo. Il carnevale di Ronciglione è noto per le sue maschere e i suoi costumi coloratissimi, nonché per la sua storia e la sua tradizione. Il carnevale di Ronciglione inizia ufficialmente quando i ronciglionesi stendono il tappeto rosso al re del Carnevale. I festeggiamenti includono la cavalcata degli ussari, la sagra gastronomica e la rituale pitalata. Il carnevale si conclude con il rituale della morte di re Carnevale, con una fiaccolata funebre che conclude il Carnevale.


Notizie sul Carnevale di Ronciglione

Il CARNEVALE Laziale per eccellenza è senz’altro quello di Ronciglione, noto come il paese del Carnevale che ospita da secoli la manifestazione in maschera più popolare della Tuscia: Ronciglione, borgo dei monti Cimini in provincia di Viterbo, ha una vocazione goliardica e guascona e un calendario ricchissimo di appuntamenti che vi conquisteranno.
Le celebrazioni carnevalesche di questo piccolo centro, già territorio dell’antico Stato Pontificio, risalgono a una tradizione del Carnevale romano rinascimentale e barocco, e per la precisione, alle Pubbliche allegrezze che si svolgevano nella capitale tra Cinquecento e Seicento, durante il periodo farnesiano. Da oltre 130 anni i documenti riconoscono l’ufficialità di questa manifestazione dal carattere spiccatamente popolare, che nei lunghi mesi che anticipano i festeggiamenti coinvolge il contributo professionale altissimo delle maestranze locali, dalle sartorie ai laboratori teatrali e artigianali, dalla gastronomia alle bande musicali.

Il Carnevale di Ronciglione inizia ufficialmente quando i ronciglionesi stendono il tappeto rosso al re del Carnevale, ma le celebrazioni, concentrate nella settimana grassa, si distribuiscono lungo le due, a volte tre, domeniche in cui ha luogo il popolare Corso di gala, sfilata che vanta oltre 300 edizioni, in cui i cittadini partecipano a migliaia sfoggiando maschere e costumi coloratissimi che esaltano l’inventiva e l’eccellenza sartoriale e artigianale locale, accompagnati dai carri allegorici, dalle bande e dalle compagnie di danza folcloristica.
Come ogni anno, la manifestazione prende inizio giovedì grasso, con la spettacolare cavalcata degli ussari, una sfilata storica a cavallo che risale al Settecento, quando Ronciglione era sotto la dominazione napoleonica: vestiti con le loro fulgide divise ottocentesche, un gruppo di cavalieri si lancia al galoppo per le vie del paese, rievocando una leggenda locale: narra di un capitano degli ussari francesi, di stanza a Ronciglione a difesa dello Stato Pontificio, che per conquistarsi le grazie di una dama del posto, la omaggiò sfilando davanti a lei alla testa dei suoi dragoni.
Se vi trovate a Ronciglione nei giorni del Carnevale, vi capiterà senz’altro di imbattervi in un grottesco personaggio: indossa una camiciona, un berretto da notte bianchi e un vistoso naso rosso, nelle mani ha un forchettone di legno e uno strano pitale colmo di maccheroni (i locali rigatoni): non prendetevela, se vi strattona o vi sbeffeggia allegramente. Non è cattivo, è che lo disegnano così!

Contemporaneo di Pulcinella e Arlecchino, il Naso rosso è una delle più antiche maschere italiane. È l’anima dello spirito caustico e dissacrante del Carnevale

Il sabato dopo la Carnival soapbox race, strampalata parata tra vetture senza motore, è il giorno del Carnevale jotto, la sagra gastronomica che raduna polentari, fagiolari, tripparoli, frittellari e fregnacciari (le fregnacce sono le tipiche crêpes arrotolate e condite con zucchero, pecorino e cannella), il lunedì, invece, è il momento della rituale pitalata, durante la quale i Nasi rossi distribuiscono i loro maccheroni tenuti in caldo nei vasi da notte, debitamente I festeggiamenti si chiudono il martedì grasso, con il rituale della morte di re Carnevale, l’emozionante fiaccolata funebre che conclude il Carnevale: assistite dai cerusici, le vedove di re Carnevale sfilano in gramaglie davanti alla morte, che impugna una lunga falce, pronta a uccidere il re. A dirigere il corteo sono i membri incappucciati della Compagnia della penitenza, preposti ai funerali del re, e quelli della Compagnia della buona morte, che svolgono le funzioni del boia. Rappresentato da un grosso pupazzo di cartapesta, re Carnevale viene innalzato in Cielo a bordo di un coloratissimo globo.

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