Questa è la storia di Angelina, bambina cubana
Oggi mi hai insegnato “a vedere”
Conosco da oltre un ventennio il luogotenente a carica speciale Pompeo Micheli del Nucleo Tutela Patrimonio dei Carabinieri per motivi professionali, e l’ho sempre valutato per il suo impegno investigativo nella repressione dei traffici archeologici e d’arte, ma oggi ho conosciuto la sua anima ed ho aperto gli occhi sull’uomo, grazie Pompeo, fai onore a te e all’Arma tutta, sempre lì dove c’è qualcuno che ha bisogno d’aiuto e anche soprattutto d’amore.
a.f.
Chi mi conosce sa che sono una persona molto riservata. Per questo non ho mai raccontato pubblicamente questa storia.
Questa è la storia di Angelina. E di come una bambina cubana abbia cambiato la mia vita.
Sono passati quasi due anni dal giorno in cui Angelina è entrata nella mia vita, ma ho scelto di custodire questo legame nella sfera più privata, condividendolo soltanto con la mia famiglia e con gli amici più stretti.

Oggi però sento che è arrivato il momento di farlo. Ho deciso di raccontare la storia di Angelina in occasione della Festa dell’Arma dei Carabinieri e di un momento per noi particolarmente significativo: il 5 giugno, nell’ambito delle celebrazioni per l’anniversario della Fondazione dell’Arma, Angelina ha ricevuto il diploma simbolico di futura Carabiniera e la tessera n. 1 di Socio Onorario dell’Associazione Nazionale Carabinieri – Sezione Tutela Patrimonio Culturale.
Un riconoscimento che ci ha emozionato profondamente e che rappresenta non solo l’affetto che l’Arma e l’Associazione Nazionale Carabinieri nutrono nei suoi confronti, ma anche il valore dell’esempio che questa straordinaria bambina riesce a trasmettere ogni giorno a chiunque abbia la fortuna di incontrarla.

Quella che vedete nelle foto è Angelina. Una bambina cubana di straordinaria intelligenza, sensibilità e coraggio, arrivata in Italia insieme alla sua mamma dopo una durissima battaglia contro una grave forma di retinoblastoma bilaterale che, purtroppo, le ha tolto la vista.
Dietro il suo sorriso si nascondono anni di sofferenze, cure, interventi chirurgici, ospedali e sacrifici che nessun bambino dovrebbe mai conoscere. Eppure, se c’è una cosa che colpisce di Angelina, è che non si è mai arresa.

Angelina è arrivata in Italia grazie al progetto della Croce Rossa Italiana dedicato ai bambini che necessitano di cure specialistiche non disponibili nei loro Paesi di origine. Da allora è stata seguita dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, una delle eccellenze mondiali della sanità pediatrica, e dall’Istituto ASP Sant’Alessio – Margherita di Savoia, storica istituzione che dal 1868 rappresenta un punto di riferimento per le persone cieche e ipovedenti.
Spesso siamo pronti a criticare il nostro Paese. La storia di Angelina mi ha ricordato che l’Italia sa essere anche straordinariamente generosa.
Dietro questa bambina ci sono medici, infermieri, terapisti, educatori, volontari della Croce Rossa e tante persone che ogni giorno lavorano in silenzio per restituire speranza a chi ne ha bisogno. A tutti loro va il mio più sincero grazie.
Io frequento Cuba dal lontano 2000. Per tanti anni ho cercato un modo per aiutare concretamente un bambino cubano. Avevo persino cercato la possibilità di sostenere un’adozione a distanza, ma a Cuba queste realtà non esistono. Forse per questo oggi credo che nulla accada per caso.


Nell’agosto del 2024, a Roma, ho incontrato Angelina. Per me fu un colpo al cuore immediato. Lei invece era prudente, diffidente, come è giusto che sia una bambina che ha conosciuto tante prove nella sua giovane vita. Ma giorno dopo giorno, incontro dopo incontro, abbiamo imparato a conoscerci.
È nata una fiducia reciproca che oggi considero uno dei doni più belli che il Signore mi abbia fatto.
Io non ho figli. Ho però otto meravigliosi nipoti che amo profondamente e che rappresentano una parte importante della mia vita. Eppure, in modo del tutto inaspettato, Angelina è diventata la mia nona nipote.
A volte penso ai miei genitori, che oggi non sono più accanto a me. Sono certo che ci sia anche la loro mano in questo incontro e che sarebbero stati orgogliosi di vedere il legame nato tra noi. Per questo credo ancora di più che alcune persone entrino nella nostra vita per un motivo preciso.
Angelina mi ha insegnato che esistono legami che non hanno bisogno del sangue per essere autentici
Mi ha insegnato il valore delle piccole cose.
Mi ha insegnato il coraggio.
Mi ha insegnato la gratitudine.
Mi ha insegnato che la vera forza non è quella che si mostra, ma quella che si vive ogni giorno senza lamentarsi.
Angelina nuota, suona il pianoforte, canta, balla, studia, sogna e affronta la vita con un entusiasmo che lascia senza parole.
L’Istituto Sant’Alessio ha scritto di lei che “l’ostacolo della cecità viene superato quotidianamente grazie anche al suo spirito libero”. Non potrei trovare parole migliori per descriverla.
In questi mesi ho scoperto qualcosa di straordinario. Angelina non è soltanto una bambina che affronta con coraggio la propria condizione. È una bambina che riesce a trasmettere forza agli altri.
Ho visto con i miei occhi il conforto, la serenità e la speranza che riesce a regalare ad altri bambini con disabilità. La sua generosità è qualcosa che lascia senza parole. Spesso è lei a sostenere chi le sta accanto, quando dovrebbe essere il contrario.

Nel corso dell’ultimo anno ho avuto il privilegio di condividere con lei tanti momenti bellissimi. L’ho portata al raduno del 132° Corso Carabinieri, dove è stata accolta con affetto da tutti e nominata mascotte del Corso. Le ho regalato la sua piccola uniforme da Carabiniere e ancora oggi la indossa con un orgoglio che emoziona. In occasione dell’anniversario della Fondazione dell’Arma dei Carabinieri, Angelina ha ricevuto il diploma simbolico di futura Carabiniera e la tessera n. 1 di Socio Onorario dell’Associazione Nazionale Carabinieri – Sezione Tutela Patrimonio Culturale.
Un momento particolarmente emozionante condiviso con il Presidente della Sezione ANC TPC, Roberto Lai, che Angelina chiama affettuosamente “Zio Roberto”. Insieme a lui e a tutti i soci della Sezione ANC TPC stiamo cercando di far conoscere la storia di questa straordinaria bambina, perché crediamo che il suo esempio possa essere fonte di speranza, forza e resilienza per tante persone.
Molti potrebbero pensare che sia io ad aiutare lei. La verità è che è accaduto esattamente il contrario. È lei che ha aiutato me. È lei che ha cambiato la mia vita. È lei che mi ha fatto comprendere quanto amore possa nascere anche tra persone che il destino fa incontrare apparentemente per caso.

Angelina ha molti sogni. Ma ce n’è uno che custodisce più di ogni altro: riabbracciare la sua sorellina Bea, che oggi vive ancora a Cuba. Quando me ne parla sento tutta la forza di questo desiderio. Non so cosa mi riserverà il futuro. Ma so che continuerò a fare tutto ciò che è nelle mie possibilità affinché quel sogno possa un giorno diventare realtà. Perché nessun bambino dovrebbe essere separato da chi ama.
Oggi sento semplicemente il bisogno di dire grazie.
Grazie alla Croce Rossa Italiana.
Grazie all’Ospedale Bambino Gesù.
Grazie all’Istituto ASP Sant’Alessio – Margherita di Savoia.
Grazie a sua madre Maylin, che mi ha concesso la sua fiducia.
Grazie a Roberto Lai, ai soci dell’Associazione Nazionale Carabinieri – Sezione Tutela Patrimonio Culturale e a tutti coloro che hanno accolto Angelina come una di famiglia.
Ma soprattutto grazie ad Angelina. Perché nell’agosto del 2024 una bambina che non poteva vedere il mondo con gli occhi mi ha insegnato a guardarlo con il cuore.
E questa è una lezione che porterò con me per tutta la vita.
Angelina, grazie. Mi hai insegnato a vedere.
Dedicato a tutte le persone che ogni giorno trasformano una difficoltà in una straordinaria lezione di vita.
