Nuovo importante libro nella difesa del patrimonio artistico italiano
A quasi trent’anni dalla cosiddetta “Rapina del Secolo” alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, uno dei protagonisti di quella straordinaria indagine ha deciso di raccontarne per la prima volta la storia dall’interno.
Pompeo Micheli, già Luogotenente Carica Speciale (ris) del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, inaugura con “La banda dei piedi scalzi. La rapina del secolo alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma” la collana editoriale Memoria • Arte • Legalità, un progetto dedicato a preservare e tramandare la memoria delle più importanti indagini che hanno segnato la storia della tutela del patrimonio culturale italiano.
Il volume si distingue anche per il prestigio dei contributi che lo introducono.
Il prologo è firmato dal Generale di Brigata Carlo Fischione, già Comandante della Sezione Antiquariato del Reparto Operativo TPC, protagonista di quella stagione investigativa e diretto superiore dell’autore durante l’indagine e figura di riferimento nella storia del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale. Con pagine di rara intensità, Fischione rende omaggio ai “combattenti”, gli investigatori che operano lontano dai riflettori e che, con spirito di servizio, sacrificio e lavoro di squadra, restituiscono alla collettività opere appartenenti alla memoria di un Paese.
La prefazione è affidata al Professor Luca Nannipieri, tra i più autorevoli storici, critici e divulgatori d’arte italiani. Fin dalle prime fasi del progetto editoriale ha riconosciuto il valore culturale della collana, comprendendo come essa non racconti soltanto grandi furti d’arte, ma restituisca dignità e memoria alle persone, alle istituzioni e alle indagini che hanno contribuito alla salvaguardia del patrimonio culturale italiano.
Il libro è inoltre dedicato alla memoria di quattro Carabinieri che hanno lasciato un segno profondo nella storia del Comando Tutela Patrimonio Culturale e nella vita professionale dell’autore: il Generale di Divisione Roberto Conforti, il Maresciallo Maggiore Salvatore Simone, il Brigadiere Capo Sandro Sciotti e il Brigadiere Capo Gianni Fusco, colleghi che hanno dedicato la propria esistenza alla difesa del patrimonio culturale italiano e che oggi non sono più tra noi.
Con questo primo volume prende così avvio un progetto editoriale destinato a raccontare, attraverso la voce diretta dei protagonisti, alcune delle più importanti pagine investigative della tutela del patrimonio culturale italiano.

Il libro rappresenta inoltre il primo capitolo della collana Memoria • Arte • Legalità, un progetto editoriale che intende raccontare le più importanti vicende investigative che hanno segnato la storia della tutela del patrimonio culturale italiano.
Quando questa idea era ancora soltanto un progetto, ho avuto la fortuna di incontrare lungo il cammino persone che ne hanno intuito immediatamente il valore.
Tra queste occupa un posto speciale il Professor Luca Nannipieri, tra i più autorevoli storici, critici e divulgatori d’arte italiani.
Prima ancora che il volume vedesse la luce, comprese la portata culturale della collana Memoria • Arte • Legalità.
Colse immediatamente ciò che desideravo trasmettere: non raccontare semplicemente un furto e il recupero di alcune opere d’arte, ma preservare la memoria delle donne e degli uomini che, spesso nel silenzio e lontano dai riflettori, hanno dedicato la propria vita alla tutela del patrimonio culturale italiano.
La sua prestigiosa prefazione rappresenta per me molto più di un’introduzione al libro.
È un autorevole riconoscimento culturale dell’intero progetto editoriale.
Con la sensibilità dello storico dell’arte e la capacità di cogliere il valore civile della memoria, Luca Nannipieri ha dato voce a una convinzione che condivido profondamente: le opere d’arte non vivono soltanto nei musei, ma anche nelle storie delle persone che hanno lottato per proteggerle e restituirle alla collettività.
Le sue parole conferiscono alla collana una dimensione che va oltre il racconto investigativo, inserendola nel più ampio percorso di valorizzazione della memoria culturale del nostro Paese. La sua adesione al progetto ha rappresentato fin dall’inizio una delle conferme più significative della solidità culturale della collana “Memoria • Arte • Legalità”.
Accanto alla prefazione del Professor Luca Nannipieri, il volume si apre con il prologo del Generale di Brigata Carlo Fischione, già Comandante della Sezione Antiquariato del Reparto Operativo TPC, che guidò una delle fasi più delicate di quella straordinaria stagione investigativa.
Nelle sue pagine non racconta soltanto un’indagine.
Racconta gli uomini.
Li definisce “combattenti”, investigatori che lavorano nell’ombra, mossi dal senso del dovere, dalla resilienza e dalla consapevolezza che il successo appartiene sempre alla squadra.
Ricorda il Generale Roberto Conforti, il valore del lavoro condiviso e quelle settimane del 1998 vissute con la determinazione di restituire al Paese tre opere che appartenevano alla sua identità culturale.
Per me quelle parole rappresentano molto più di un prologo.
Sono la testimonianza autentica di chi quella storia l’ha vissuta e contribuisce a consegnarla alla memoria delle nuove generazioni.

L’obiettivo della collana è proprio questo: preservare una memoria che rischierebbe altrimenti di disperdersi con il passare del tempo.
È anche grazie a questo incoraggiamento che la collana proseguirà il suo percorso affrontando altre importanti vicende investigative che hanno interessato il patrimonio culturale italiano.
Tra queste vi sarà il recupero dei diciassette dipinti rubati al Museo di Castelvecchio di Verona, una vicenda che ho avuto il privilegio di seguire e che rappresenta uno dei più importanti recuperi d’arte degli ultimi decenni.
Credo infatti che la memoria debba essere custodita esattamente come custodiamo le opere d’arte. Perché le opere possono sopravvivere per secoli.
La memoria, invece, sopravvive soltanto se qualcuno decide di conservarla e di trasmetterla.
Perché dietro ogni opera d’arte recuperata non vi è soltanto un’indagine conclusa con successo, ma la storia di uomini e donne che hanno dedicato la propria vita a difendere la memoria culturale del nostro Paese.
Nell’immagine in anteprima: Pompeo Micheli, Luogotenente Carica Speciale (ris) del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale
