Il tafano estivo. Fuori ragione (da Pompei alle scatole escatologiche)
Con il caldo divento aggressivo, ma d’altra parte gli stupidi oppressi oltre che dal clima, dal loro stesso esistere, peggiorano!
Dalle rovine antiche di Pompei, foriere sempre di nuove felici scoperte, all’istallazione in esse di aragoste e astici “fumettistiche”. Preludio all’apertura di un ristorantino “tutto mare” all’interno del luogo di arte e cultura, come fanno ogni tanto per trascinare turbe di non silenti e riguardosi visitatori certi siti. Macchè!
Le teste… pensanti del Ministero, Sovrintendenza e-o gestori del parco archeologico, hanno invitato tal Philip Colbert ad istituire dei connubi tra le sue “cose” e le antiche dimore.
Come la mortadella con l’anguria o gli asparagi e l’immortalità dell’anima di “campanelliana” memoria.
Ancora e siamo nel 2026 qualcuno prende qualcosa lo soggettivizza in sua mente, non proprio lucida, e lo pone ipso facto e ipso dicto in uno spazio euclideo ben definito e dedito alla sacra cultura del passato, e quella cosa diventa miracolosamente arte, fossanche in una scatola e il risultato digestivo negli anni trenta di un signore chiamato Pietro Manzoni.
Nulla quindi di nuovo! Non serviva, benché aitanti critici o passati per tali prestano il loro – povero – linguaggio o parti nascoste alla propalazione di simili… similia. ZhHZhhh zhh…
