Il paradosso della politica, la laicità di chi la pratica con onestà
Emma Bonino scomparsa la settimana scorsa, sicuramente verrà ricordata come baluardo della LAICITÀ per eccellenza.
Lei non si è mai definita “anticlericale” in senso ideologico, ma “radicale e laicista”. La sua coerenza è sempre stata sulla linea: LAICITÀ dello STATO e PRIMATO della LIBERTÀ INDIVIDUALE.
I tratti più costanti della sua posizione verso la Chiesa cattolica sono stati:
Separazione totale Stato-Chiesa
Per lei la religione è affare privato, non doveva entrare nelle istituzioni pubbliche, una delle battaglie storiche è stata quella di togliere l’ora di religione a scuola e sostituirla con storia delle religioni.
Diritti civili come diritti non negoziabili
È la cifra che l’ha resa famosa in Italia e in Europa.
Tutte le battaglie radicali dagli anni ’70 in poi sono frutto di questa idea fondamentale:
– divorzio e aborto
– eutanasia e testamento biologico
– fecondazione assistita, educazione sessuale, liberalizzazione della droga, matrimoni omosessuali
La sua frase simbolo che ben sintetizza tutto è: “Io non lo farei non può diventare tu non lo puoi fare“.
Anticlericalismo come antigerarchia, non come anti-fede
Paradossalmente ha sempre avuto rapporti personali anche con figure della Chiesa. Nel 1981 incontra Giovanni Paolo II con Pannella contro la fame nel mondo, e con Papa Francesco invece c’è stato un vero feeling, tanto che nel 2024 il Papa le ha fatto visita a sorpresa a casa.
È stata sempre critica verso l’ingerenza delle gerarchie, non verso la fede dei singoli.
Il suo Metodo: disobbedienza civile e referendum
Più che pamphlet teorici, scelse l’azione: CISA, cliniche per aborti con la pompa di bicicletta, raccolta firme, referendum. La LAICITÀ come pratica ed etica del far politica.
Per Emma Bonino la coerenza stava nel considerare il peccato e la morale religiosa distinti dal reato e dalla legge dello Stato.
La sua idea di laicità è stata l’unica cosa che non ha mai cambiato in 50 anni di Parlamento italiano, europeo e nella Commissione Europea.

In Parlamento italiano – anni ’70/’80
Entra alla Camera nel 1976, la sua laicità è subito pratica legislativa, non teorica:
– Aborto e divorzio gli obiettivi:
– è tra le fondatrici del CISA – Centro Informazione Sterilizzazione e Aborto nel 1975.
– La pratica degli aborti con la pompa di bicicletta, le denunce, gli arresti, servono a forzare la legge 194 del 1978.
– Obiezione di coscienza, libertà sessuale, antiproibizionismo: tutte battaglie dove lo Stato deve smettere di punire comportamenti morali che la Chiesa considera peccato.
Al Parlamento Europeo – arriva nel 1979-1988 e poi ancora 1999-2006
Qui la sua laicità diventa europea:
– si batte per inserire la libertà di coscienza, di religione e dalla religione nelle carte dei diritti.
– Fondamentale per lei sarà la battaglia contro le mutilazioni genitali femminili, per i diritti riproduttivi delle donne, contro la pena di morte nel mondo.
– con le associazioni Non c’è Pace Senza Giustizia e Nessuno Tocchi Caino.
– Porta il concetto radicale che i diritti umani vengono prima del principio di non-ingerenza.
Come Commissaria Europea 1995-1999
Governo Santer,: riceverà le deleghe a Pesca, Aiuti Umanitari – ECHO, Tutela dei Consumatori e Sicurezza Alimentare.
Apparentemente tutti tecnici ma lei li gestirà in chiave laica:
– Sicurezza alimentare e salute del consumatore: dopo la crisi della mucca pazza, impone il principio di precauzione scientifica contro le pressioni delle lobbies nazionali e anche confessionali.
– ECHO e diritti umani:
– nel 1997 va a Kabul sotto i Talebani per vedere le condizioni delle donne negli ospedali.
– Crisi della Commissione Europea – 1999:
– lei si dimette con tutta la Commissione Santer per lo scandalo Cresson, ma il rapporto finale la scagiona completamente.
– Dopo questa infausta esperienza di ripresenta con la Lista Bonino e prende l’8,5% alle Europee del ’99.
Il suo filo rosso è sempre lo stesso: lo Stato laico non è anticlericale perché odia la Chiesa, ma perché deve garantire che una donna afgana, una donna italiana che vuole abortire, o un consumatore europeo, abbiano gli stessi diritti indipendentemente dalla morale religiosa del governo di turno.
Questa visione sarà il nodo di tutta la sua vita politica.
Senza Pannella non ci sarebbe stata la Bonino, e senza Bonino il radicalismo non sarebbe mai uscito dal 2%.
Le radici
Emma Bonino si laurea alla Bocconi nel 1972 con una tesi sulla biografia di Malcolm X. Nel 1975 entra nel Partito Radicale di Pannella, che era già allora un partito anomalo: non di massa, ma di élite militante, libertario, nonviolento, gandhiano, femminista.
Pannella la sceglie subito perché è donna, giovane, del Sud, piemontese ma con una retorica non ideologica, molto concreta. Lei dirà di Marco Pannella: “Mi ha insegnato tutto, anche a parlare in pubblico senza leggere“.

La coppia politica Pannella-Bonino
Mentre lui era il leader carismatico, provocatore, digiunatore. Lei era l’organizzatrice, quella che rendeva credibile la provocazione.
Si divisero i ruoli nei referendum storici:
– Divorzio 1974: Pannella è il frontman del NO all’abrogazione. Bonino è ancora dietro le quinte.
– Aborto 1975-1981: qui nasce il mito. Fondano il CISA. Lei pratica aborti, viene arrestata il 5 giugno 1975. Pannella usa l’arresto per far esplodere il caso mediatico. Da quell’arresto nasce la legge 194/78.
– Referendum 1981: sull’aborto i radicali presentano due referendum opposti per liberalizzare di più la 194 contro quello del Movimento per la Vita che voleva abrogarla. Vincono entrambi i NO, ma la legge resta.
– I Referendum contro la Caccia e il nucleare 1981-1987: i referendum antinuclearista e anti-caccia. Sono le battaglie dove Pannella teorizza la “lotta trasversale” – destra e sinistra non contano, contano i diritti.
Differenze di stile, stessa matrice
Pannella era movimentista, anarchico, amava la scomunica. Bonino era più istituzionale. Per questo lui la manda in Europa nel ’79: per dare rispettabilità al partito.
Pannella diceva: “Emma è l’unica che sa fare la radicale senza sembrare radicale“.
Lei diceva: “Marco inventava le battaglie, io dovevo farle vincere“.
Dopo la morte di Pannella nel 2016, lei eredita moralmente +Europa e i Radicali Italiani, ma mantiene lo stesso principio radicale di fondo che lui le aveva insegnato: la laicità non è anticlericalismo di principio, è il metodo nonviolento per separare legge e morale.
È per questo che pur essendo stata l’icona dell’abortismo in Italia, Papa Francesco nel 2016 la definirà tra “i grandi dell’Italia di questo primo ventennio del terzo millennio” – il paradosso radicale che Pannella aveva sempre cercato, e che oggi dopo la sua morte, Emma Bonino lascia aperto alle nuove generazioni.
Emma Bonino è nata a Bra il 9 marzo 1948 ed è morta a Roma l’11 settembre 2026 all’età di 78 anni.
