Ciaccidono! Editoriale Maggio 2026
Qualcuno, non edotto, vorrebbe conoscere e sapere perché lo Stato e quale governo sia al potere non fa nulla per diminuire l’inquinamento ed il traffico in aumento su oramai tutte le strade ed autostrade d’Italia.
Perché abbia permesso negli anni e nel succedersi di colori politici, facilitato, invogliato le merci una volta con trasporti su ferro (rotaie-treni) alla gomma (strade-autotreni).
E così con le persone, non dotando nei decenni la nazione di trasporti puntuali, adeguati, efficienti e costringendoli all’acquisto di plurivetture per famiglia.
Rispondere a ciò è semplicissimo, e riguarda ciò che il potere fa per incamerare più soldi possibili dal cittadino sotto forma di tasse e balzelli.
Come le ACCISE sui carburanti (che sono le imposte indirette sui beni di consumi che vanno a tassare il produttore, che le riversa sui costi e quindi le paga il solito popolo acquirente) tasse mano, mano accresciute e che addizionate paghiamo (nel secolo oramai) ancora oggi.
Dai contributi e a causa della: “Guerra d’Abissinia 1935”, “Crisi del Canale di Suez 1956”, “Disastro del Vajont 1963”,“Alluvione di Firenze 1966”, Terremoto del Belice 1968” non risulta “il Mostro di Firenze 1968-85” ma non è detto che in qualche “finanziaria” non lo infilino o magari più specificatamente aggiungano: la crisi dello “Stretto di Ormuz”.
La nostra presidente del Consiglio Giorgia Meloni (si quella che inopinatamente aveva dichiarato (pre e pro elezioni) di volerle – le accise onerose e ingiuste – toglierle prontamente se fosse stata votata…… ma… è ragazza!
Oggi si sta strappando i capelli insieme al Ministro per l’Economia il padano Giorgetti, “costretti in parte” ad accantonarle, sia pur per periodo ancora non ben definito, ma certamente breve.
Tale accise, che costano più del valore effettivo del carburante, gravando dal 56 al 60 per cento per ogni litro (quindi da 90 centesimi ad un euro a litro e aumentando) producono annualmente un incasso di 39 miliardi, a cui lo stato aggiunge e sempre sulle auto e vetture: 9,8 miliardi di l’IVA sul loro acquisto e 7,5 miliardi di bollo di circolazione, diventato iniquamente di “possesso”, per un totale di 71 miliardi!
Soldoni veri, necessari ad uno Stato e per la spesa corrente e per i bisogni del popolo e per foraggiare la politica ed i personaggi attinenti ed amici della detta, e che sono quelli di “pronta cassa” (come nello spaccio della droga) e che servono quotidianamente e che non puoi esimerti come contribuente dal tirar fuori.
Che altrimenti ne hanno “inventate” parecchie per gabbare e santi e fedeli, tipo la “tobin tax” del 2013, allora voluta fortemente dal Pd, un’imposta sulle transazione speculative (su capitalizzazioni superiori ai 500 milioni di euro) e che poi prevedeva lo 0,10-0,20 di tassazione (anche e su speculazioni, che però chiamano “affari correnti”) e che ,singolarmente e proprio sulle grandi operazioni che si aprivano e chiudevano nella stessa giornata d’affari, a saldo zero (come i bilanci delle grandi società che guadagnano miliardi ma che a fine anno vanno alla pari!) non prevedevano e prevedono alcun gravame fiscale.
E che avrebbe dovuto – sulla carta – produrre miliardi di gettito ed invece si è rivelata una mal attuata mal pensata o viceversa.
Nel 2026 e per onor di cronaca hanno aumentato al doppio i balzelli che tale legge prevedeva sulle “speculazioni” che i “padroni del vapore” chiamano “affari” e che a loro dire si sarebbero bloccati, in Italia, per tale provvedimento.
Ma i risultati non sono cambiati, pare che nessuno faccia “mercato” ufficiale sopra i 500 milioni di euro. E come fare quindi a tassare le speculazioni ad esempio sui carburanti, con impicci, false provenienze, false fatturazioni, falso tutto…… “nun si sà”.
Nota per i competenti ed i “professori della materia”: ho scritto, così alla buona e senza magari le competenze inerenti, ma è che se mi mettessi a studiare e ad sviscerare a fondo la materia, e posto che ne sia in grado, probabilmente non ne capirei ne io (le leggi sono fatte ad hoc per poter essere e a volte inopinatamente interpretate) ne chi legge.
Ma… ma sono i fatti ed i soldi della nostra tasca che escono e non le chiacchiere, quelle le fanno i politici ed i governi e a seconda di chi impera al momento e a chi a “spada tratta” (spade di cartone, di chi le guerre in Italia le ha sempre fatte fare agli altri, e vinte o perse che siano state, si è seduto poi in comode poltrone a ponzare) con ragioni utilitaristiche personali, li difende.
Che dire e fare, sudditi di un “titano ignavo e stanco” a cui non basta dirgli in faccia: “vile” che carduccianamente (nei giambi ed epodi) ci griderà “bravo”, continuando a bere (e mangiare si intende).
